«I miei dodici giorni in Venezuela», la dottoressa Maria Teresa Spina di Lodi nell’inferno del terremoto
MISSIONE «Tante le storie che mi hanno colpita: grazie all’Asst e ai colleghi che hanno coperto i miei turni a Lodi»
Lettura 2 min.Per dodici giorni da Lodi nell’inferno del Venezuela. La dottoressa Maria Teresa Spina, 42 anni, medico del pronto soccorso e dell’Areu, referente maxi emergenze dell’Aat 118 di Lodi, che ha steso il piano di emergenza massiccia afflussi e feriti dell’ospedale Maggiore, è partita il 25 giugno nell’ambito della missione della protezione civile nella zona colpita dal terremoto. Un’esperienza coinvolgente, ha detto. Rientrata lunedì dall’estero, infatti, mentre racconta è ancora visibilmente coinvolta. «Sono stata precettata dalla protezione civile - spiega la dottoressa -: sono formata per intervenire nelle situazioni di emergenza e nelle aree terremotate. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’Asst, dal dottor Guido Grignaffini e dal dottor Stefano Paglia, sono partita con un pool di medici e infermieri. Il mio compagno mi ha incoraggiata come fa sempre in tutte le nuove avventure che intraprendo professionalmente». Il suo compito era aiutare, con i colleghi, il personale del sistema sanitario venezuelano, assistere le persone dopo il recupero dalle macerie, supportare i soccorritori e la popolazione locale sfollata.
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