I banchi a rotelle dell’epoca Covid finiscono sul tetto del liceo “Piazza” di Lodi

La scuola La preside Verdi: «Erano imposti dal Ministero per i distanziamenti, poi sono diventati inutilizzabili»

Lodi

Banchi e sedie a rotelle, Filippo Caccamo ne aveva fatto persino una gag comica. Ne sono arrivati a centinaia in epoca Covid, nelle scuole, con l’obiettivo di consentire il distanziamento degli studenti.

Tra le proteste dei genitori e le difficoltà logistiche sono stati al più presto accantonati in quasi tutte le scuole: centinaia e centinaia di banchi sono finiti nei magazzini e nei sottoscala, al liceo artistico Piazza sono stati addirittura accatastati sul tetto. «Io li ho visti i miei alunni con i banchi a rotelle. Quegli studenti alle medie che pesano 40 kg con lo zaino volano appena li sfiori. Se passi a consegnare le verifiche rapidamente fra i banchi devi stare attento a non andare troppo veloce, se no lo spostamento d’aria ti fa volare un alunno in corridoio a 50 km/h - aveva ironizzato il comico lodigiano -. Poi ci sono gli alunni che già in seconda media sono alti 1 metro e 90. Provano a entrare nel banco a rotelle alle 8, e trovano l’incastro giusto alle 10.30». Avevamo fatto un conto, nel 2022 erano più di mille quelli inutilizzati nel Lodigiano. Al Bassi ne erano arrivati 700 ed erano stati archiviati per lo più in magazzino, i pochi collocati in aula erano stati presto smantellati. Stessa sorte per i 300 banchi del Volta. Al Merli e al Novello ne avevano utilizzati alcuni, altri erano stati accantonati. Al Verri e al Gandini avevano creato con i nuovi arredi degli angoli studio in corridoio e nell’aula di arte, all’Einaudi ne erano arrivati 25 e ne avevano avuto bisogno per le sale colloquio. Al liceo artistico Piazza e al Pandini di Sant’Angelo, erano arrivati oltre 150 banchi a rotelle. «Alcuni sono stati messi sul tetto del Piazza - spiega la preside Daniela Verdi -, altri sono chiusi nei loro contenitori al Pandini. Anche quelli che sono sul tetto verranno portati al Pandini. Dopo l’epoca Covid, da circa 4 anni, li abbiamo messi da parte. Le scuole ne avevano fatto richiesta sulla base delle esigenze, ma non avevamo alternative: erano imposti dal ministero per i distanziamenti, poi sono diventati inutilizzabili. C’è di buono che il Pandini ha un grosso archivio e ci stanno tutti».

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