Flagello Popillia japonica nel Lodigiano:
«Un problema esplosivo»

EMERGENZA Il coleottero minaccia alberi e intere coltivazioni

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La Popillia japonica, il coleottero arrivato nel 2014 in Italia dall’Asia orientale, continua ad assediare anche i campi lodigiani. Resistente ai trattamenti fitosanitari e favorita dalle alte temperature, è diventata una delle principali minacce per la redditività delle aziende agricole. Subito due brevi testimonianze raccolte al volo nella giornata di ieri: la prima è di Pietro Asti, titolare della “Società agricola Asti Pietro e Alberto” di Pieve Fissiraga (250 ettari coltivati tra mais, soia e riso): «Dopo i danni seri causati lo scorso anno, con perdite del 20% a livello di peso sia per il mais che per la soia, quest’anno la situazione è esplosa. Il problema è che non si riesce a trovare una soluzione, gli attuali trattamenti non bastano, dopo due giorni i campi sono ancora pieni. Bisognerebbe trovare dei trattamenti da mettere nel terreno per evitare che le larve si schiudano». La seconda è di Davide Chiodaroli, titolare della “Società agricola Isolone” di Senna Lodigiana (un noccioleto di 26 ettari e un campo di mais di 150 ettari): «Mangiano le foglie delle nocciole e i ciuffi delle pannocchie. Quest’anno stanno facendo più danni dell’anno scorso, gli insetticidi non sempre hanno effetto».

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