Finanziamenti per Hamas, in manette Mohammad Hannoun. Il suo nome al centro di una bufera politica a Lodi
GAZA La sua partecipazione a un convegno in sala Granata poi riprogrammata sotto i portici del Broletto era stata contestata con forza dalle opposizioni
Il nome di Mohammad Hannoun è più che noto a Lodi, complice l’evento di chiusura della mostra Heart of Gaza inizialmente programmato per lo scorso 8 marzo in Sala Granata. Poi la bufera da parte del consigliere Lorenzo Maggi (Il Broletto con Maggi) proprio su Hannoun già destinatario di un foglio di via della Questura di Milano per istigazione all’odio e alla violenza - e inserito nella blacklist del Dipartimento del Tesoro Usa con l’accusa di un finanziatore del terrorismo - aveva fatto saltare i piani, il Comune aveva revocato la concessione della sala e l’evento era stato riprogrammato all’aperto, ma sotto i portici del Broletto.
C’è anche Mohammad Hannoun tra i nove arrestati nell’operazione, portata a termine dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo. Eseguite misure cautelari nei confronti di nove indagati, tutti destinati della custodia in carcere, e di tre associazioni, tra cui l’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese fondata nel 1994, tutte amministrate da Hannoun considerato dagli investigatori membro del comparto estero di Hamas e al vertice della cellula italiana. Per gli inquirenti, il finanziamento alle attività terroristiche sarebbe avvenuto attraverso le tre associazioni di beneficienza. Immediate le reazioni lodigiane alla notizia, con prese di posizione nette da parte del consigliere Maggi e della Lega.
L’articolo completo sull’edizione di lunedì 29 dicembre
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