Ferragosto indimenticabile per l’ospedale di Lodi, nove bimbi nati in sole 24 ore

MAGGIORE «Ostetricia, una squadra coesa, che ha consentito di far fronte a questo evento straordinario»

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Nove parti in 24 ore. Quella della vigilia di Ferragosto per l’ostetricia dell’ospedale di Lodi è stata una notte difficile da dimenticare. Le ostetriche e le ginecologhe hanno ancora l’adrenalina addosso. Dalle 2.30 della mattina fino al giorno successivo non si sono più fermate. Qualcuno è rimasto anche in servizio più del dovuto per questo boom di nascite straordinario.

Silvana, Malik, Margun, Leonardo, Matteo Emilio, Ziyad, Baya, Beatrice e Ibrahim: i loro nomi sono scritti sul cartellone del mese di agosto, insieme a quelli degli altri neonati venuti alla luce nei 15 giorni precedenti. «Ogni mese nascono circa 85 bambini e in collaborazione con i piccoli pazienti della pediatria realizziamo questa bacheca colorata con i loro nomi», spiega Sara Moriggi che è coordinatrice dell’ostetricia, del nido, delle sale parte e del pronto soccorso ostetrico e ginecologico. «L’altro baby boom - ricorda - fu nella notte di Capodanno del 2004. Allora vennero alla luce 5 bambini. Quest’anno siamo già a 10 parti in più del 2025». «In genere - aggiunge il ginecologo Giancarlo Garuti - il maggior numero di parti si ha proprio tra agosto e settembre. Il clima condiziona i concepimenti e quindi le nascite. Il nostro è un reparto che attrae donne da fuori provincia, soprattutto da quella di Cremona. A piacere è la presa in carico della donna in tutto il suo percorso, senza interruzione, dai corsi preparto fino alle attività post gravidanza e i controlli delle puerpere e dei neonati. Abbiamo un’attenzione particolare nei nostri ambulatori per le gravidanze a rischio, abbiamo potenziato attività che prima erano secondarie. L’home visiting, cioè i controlli a domicilio, per esempio, nati durante il Covid, sono proseguiti».

A fare la differenza, aggiunge la responsabile di area Anastasia Giuliani «è la rete assistenziale». «Nella giornata del 14 - conferma il dottor Garuti - è stato il lavoro di equipe così efficace che ha permesso di avere 9 bambini e 9 mamme che stanno bene, 5 maschi e 4 femmine: 2 sono nati con il cesareo, uno con la ventosa e due sono venuti alla luce precipitosamente, appena “entrati” in ospedale».

Quella dell’ostetrica, nonostante la medicina difensiva che incombe, è sempre tra le professioni più belle del mondo. «È un mestiere con molte sfaccettature e grandi soddisfazioni - confida Moriggi -. La gratificazione maggiore per me è stare accanto alle famiglie in tutte le situazioni, rispettando i loro desideri». «Per me - prosegue il dottor Garuti - è un grosso privilegio lavorare al fianco delle ostetriche di Lodi, sono molto brave, un gruppo omogeneo, lavorano in modo solidale, silenzioso, con gentilezza. La modalità di rapporto con le famiglie è un aspetto estremamente importante. Ringrazio Sara Meriggi che ricopre tutti i servizi efficacemente. Abbiamo un direttore che coordina l’attività in modo valido, Marco Soligo. Tra le più anziane ci sono per esempio le dottoresse Silvia Zanchi, Giovanna Centinaio ed Emanuela Bertazzoli: loro portano l’esperienza e le colleghe giovani l’entusiasmo. Tutte le mattine, alle 8 e un quarto si discutono i casi più critici, per prevenire le emergenze». Anche nell’equipe delle ostetriche, sottolinea la dottoressa Giuliani, «ad ogni turno, le ostetriche esperte affiancano le colleghe giovani. Cerchiamo sempre di garantire l’apporto esperienziale nel gruppo». La squadra dell’ostetricia è formata da 50 ostetriche, 15 medici, 15 Oss e 1 puericultrice che collaborano con la pediatria. «Una volta - annota Giuliani - le ostetriche erano 4 per turno. Adesso sono 7. L’attività si è evoluta in modo considerevole».

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