Dopo dieci anni torna in vendita lo storico asilo Bulloni di viale Piacenza

LODI L’edificio rientra nel piano delle alienazioni

Vuoto da vent’anni e ormai spettrale, vittima dell’usura del tempo e anche di qualche accesso illegale, come si è visto nel tempo dalla porta più volte aperta. Torna in vendita l’ex asilo Bulloni di viale Piacenza, a più di vent’anni dall’addio degli ultimi “abitanti” del complesso, ovvero docenti e iscritti dell’Accademia Gerundia. Già scuola materna Giovanni Bulloni, con l’inaugurazione avvenuta nel lontanissimo 1911, lo storico edifico - vincolato dalla Soprintendenza - rimase universo dei bambini fino al 1988 quando il consiglio comunale decretò la fine dell’esperienza e la chiusura della scuola dell’infanzia, con una decisione che suscitò anche proteste nella città dell’epoca. L’ultimo capitolo, finora almeno, della storia dell’asilo Bulloni è quello che ha coinvolto l’Accademia Gerundia, che subentrò poco dopo. All’orizzonte oggi c’è una nuova pagina di storia, formalizzata con il nuovo piano delle alienazioni approvato dalla giunta Furegato, tra gli atti legati al bilancio di previsione. È qui che compare, anzi ricompare, lo storico asilo Bulloni di viale Piacenza. Il valore dell’immobile per l’alienazione, messo nero su bianco nel piano, è pari a 700mila euro. «La scelta è determinata dal fatto che abbiamo ricevuto una manifestazione d’interesse legata all’ambito del terzo settore - come spiega l’assessore Simone Piacentini, con deleghe a bilancio e programmazione finanziaria - : da qui la scelta di reinserire l’immobile nel piano sempre con le stesse modalità del precedente piano, quindi legate all’ambito residenziale, in attesa di avere una definizione più chiare delle eventuali progettualità». L’immobile era già stato oggetto di una procedura di alienazione dopo l’inserimento nel piano del 2012, che ne aveva variato la destinazione urbanistica da servizio pubblico e residenziale con destinazione a “tessuto semi aperto a media – alto densità”. In seguito all’avvio della procedura di verifica dell’interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico, l’immobile era dichiarato dalla competente Soprintendenza, con decreto in data 13 febbraio 2013, di interesse storico e artistico. La procedura di evidenza pubblica, che era stata nel mentre avviata, si era conclusa con la rinuncia all’acquisto da parte del soggetto privato risultato aggiudicatario. Sulla scorta del decreto della Soprintendenza sono seguiti altri tentativi di alienazione nel 2015, sempre chiuse con un nulla di fatto. Tra le novità del piano, anche la riduzione del numero di alloggi di residenziale pubblica in via Kennedy da alienare, che passano dai 18 del piano dello scorso anno, ai 12 di questo piano, «a fronte del fatto che il Comune è riuscito a intercettare dei fondi per procedere alla riqualificazione delle unità». Un’operazione, quella per la vendita, che aveva giù suscitato vistose polemiche in arrivo dai banchi dell’opposizione, anche perché tre alloggi erano occupati al tempo dell’inserimento nel piano dello scorso anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA