La nuova Einaudi: «Abbiamo dovuto dire tanti no» VIDEO
SCUOLA «Abbiamo vinto il concorso nazionale degli istituti professionali e potremo ospitare 30 alunni da tutto il paese qua dentro»
Lettura 1 min.Einaudi, una scuola che continua a crescere. «Quest’anno - spiegano la preside Laura Majocchi e la vice Emanuela Maffeo - abbiamo una classe in più del sociale e poi siamo riusciti a fare la classe della sperimentazione: il 4 più 2. Il minimo di iscritti era 15, siamo arrivati a 18. Abbiamo avuto 50 alunni in più. Al sociale si è registrato un vero boom con 4 classi tutte da 25 alunni. In questi giorni abbiamo gli esami integrativi per 60 persone che arrivano da altre scuole e vogliono iscriversi da noi. Abbiamo dovuto dire tanti “no” e ne stiamo dicendo ancora, altrimenti scoppiamo. Le aule hanno una capienza di 25 alunni. Non possiamo riempirle all’inverosimile. Il bando Pnrr prevedeva demolizione e ricostruzione della scuola quindi non si poteva allargare ulteriormente. Dicono che ci sarà il calo demografico e alle medie, in effetti si sta sentendo, però il comprensivo Lodi 2, per esempio, ha fatto una classe in più. Ci dispiace dire di no, ma non ce la facciamo. Abbiamo una novantina di alunni con disabilità psico fisica (30 circa i più gravi), 200 con i disturbi dell’apprendimento, poi cinquanta con bisogni educativi speciali e una trentina di alunni arrivati in Italia (Nai) dall’estero, negli ultimi due anni. Abbiamo corsi per loro di prima alfabetizzazione e di potenziamento della lingua dello studio. Abbiamo tanti docenti formati per fare questo tipo di corsi. Vengono organizzati tutti gli anni. È una forma di inclusione e di accoglienza, per evitare l’isolamento. I nostri ragazzi poi sono sempre speciali. Quelli che parlano l’arabo, per esempio ci aiutano a tradurre e a parlare con i neo arrivati e con le loro famiglie. È un aiuto anche questo».
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