«Colpiti da questa brutta storia: non vediamo l’ora di riabbracciarla»
CASTIGLIONE D’ADDA La biologa aggredita il 19 maggio, parlano i colleghi dell’ospedale Maggiore
Lettura 1 min.Dovrebbe scadere la settimana prossima la malattia di Maria Oggionni, la biologa 54enne in servizio all’ospedale Maggiore di Lodi che lo scorso 19 maggio è rimasta ferita a seguito di tre coltellate dopo essersi fermata in auto lungo la provinciale 27 tra Castiglione d’Adda e Castelgerundo. In base al racconto reso dalla donna ai carabinieri, che indagano sull’accaduto, e poi ripetuto davanti alle telecamere del Tg1 dal suo letto negli Spedali Civili di Brescia, a compiere l’aggressione sarebbe stato un ragazzo che si trovava a bordo strada con un cane. Oggionni si sarebbe fermata perché lo ha visto in difficoltà, ma ben presto la scena è cambiata: dopo avergli dato del denaro, il giovane ha estratto un coltello, colpendo la biologa con più fendenti. Solo il tempestivo intervento dell’Areu ha evitato il peggio: la 54enne, rimasta a lungo a terra prima che qualcuno si fermasse per prestarle aiuto, è stata caricata in elicottero e portata d’urgenza a Brescia.
«Non vediamo l’ora che Maria rientri e ritorni con noi. In questi giorni ci è mancata molto: ci è mancata la sua qualità professionale e la sua umanità. La brutta storia in cui è stata coinvolta, ci ha colpito tutti. Ora la vogliamo tutti riabbracciare. Presto, qui in Laboratorio».
Queste le parole dei suoi colleghi del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Medica dell’Ospedale Maggiore.
La struttura, si apprende da una nota ufficiale diffusa dalla Asst, è stata avviata come struttura semplice afferente all’Anatomia Patologica - direttrice Elisabetta Berti - nel gennaio dello scorso anno. Da lì si è articolato il progetto di sviluppo della diagnostica molecolare somatica, l’analisi del DNA e dell’RNA delle cellule tumorali che consente di individuare le alterazioni genetiche specifiche responsabili della crescita del tumore. L’oncologo così può prescrivere un percorso terapeutico che interessa esclusivamente le cellule malate risparmiando i tessuti sani. Si tratta della medicina di precisione.
Una serie di progetti ai quali stava dando il suo fondamentale apporto anche la dottoressa Oggioni, giunta al Maggiore solo pochi mesi.
Intanto, sul fronte delle indagini, in questa fase si aspettano gli esiti dei laboratori del Ris, che potrebbero aprire la porta a una svolta su una vicenda che ha destato grande scalpore in tutto il Paese.
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