Clandestini nei campi: agricoltori lodigiani coinvolti nella maxi indagine di Brescia - VIDEO

CAPORALATO Tre indiani agli arresti anche con l’accusa di essersi fatti pagare dai migranti per far ottenere loro permessi di soggiorno grazie ad atti falsi, 12 imprenditori agricoli denunciati in 4 province

Al termine di una complessa indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Brescia, la Compagnia di Rovato della Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, con la contestuale notifica dell’interdittiva del divieto temporaneo di esercitare professioni e uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per 12 mesi, nei confronti di tre indiani, che avrebbero promosso e capeggiato un’associazione per delinquere di carattere transnazionale. In particolare, le indagini, scaturite da un controllo amministrativo avviato unitamente a personale del locale Ispettorato Territoriale del Lavoro,(nel corso del quale sarebbe stata acquisita una cospicua documentazione extra-contabile che faceva ipotizzare la presenza di fenomeni connessi alla somministrazione fraudolenta di manodopera) hanno indicato l’esistenza di un’organizzazione criminale, composta da 12 soggetti, che - attraverso 3 diverse entità giuridiche italiane e una di diritto indiano - sarebbe stata dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento come manodopera di connazionali in prestazioni lavorative stagionali, tra l’altro svolte fraudolentemente presso numerose aziende agricole delle province di Brescia, Cremona, Piacenza, Milano e Lodi, nonché alla connessa emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti.

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