Lodi in lutto per nonna Beretta, regina della generosità

ADDIO Se n’è andata a 93 anni Carmela Chiodaroli, stroncata nella notte da un infarto

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Lodi

«La vita è bella» ed «è un dono». E «si vive nel donare gli altri».

Ne era convinta Carmela Chiodaroli, per tutti “Nonna Beretta”. Proprio le sue parole, “la vita è bella”, forse anche il suo testamento spirituale più efficace, si leggono in testa al manifesto che ne annuncia la scomparsa. Commozione e affetto in città per la morte di Carmela Chiodaroli, 93 anni, infermiera che non ha mai dismesso i panni del servizio come missione, mettendosi a disposizione, in modo instancabile e generoso, per assistere persone sole e bisognose. Nonna Beretta se n’è andata per un infarto alle 2 della notte tra venerdì e sabato, nella sua abitazione. Aveva provato a chiedere aiuto, ad una vicina di casa, che poi ha subito allertato la figlia e nell’immediato era partita anche la chiamata ai soccorsi. I sanitari sono riusciti ad entrare nell’abitazione passando da una finestra e hanno subito iniziato le manovre di rianimazione, purtroppo vane. L’anziana donna aveva già avuto un precedente episodio di infarto, nella primavera del 2025. E si era salvata grazie alle tempestive e amorevoli cure fornite dall’ospedale Maggiore di Lodi. E per tutti i sanitari, dal dottor Stefano Paglia, primario del pronto soccorso, al dottor Pietro Mazzarotto, primario di Cardiologia, in una commovente intervista a «il Cittadino», aveva riservato parole di grande affetto e gratitudine. Sabato notte il nuovo episodio e l’esito che non le ha lasciato scampo.

Alle 19 aveva preso accordi con l’amica di sempre Paola, per sentirsi il giorno successivo, e venerdì aveva avvisato il dottor Mazzarotto, che sarebbe andata a salutarlo proprio oggi. Non ne ha avuto il tempo. E i saluti oggi saranno per lei, con la cerimonia funebre fissata per le 9 di questa mattina al Santuario di Santa Maria delle Grazie. E sempre nel manifesto ci sono anche i nomi dei medici - il dottor Paglia, il dottor Mazzarotto, la dottoressa Morabito e la dottoressa Zuffada - che le hanno prestato cure assidue e umanità; quei camici bianchi con cui ha sempre condiviso, da infermiera, una vita di servizio e di missione che, nel 2022, le era anche valso il premio della Bontà della città di Lodi, perché la sua storia, come si leggeva nelle motivazioni, è «un bellissimo esempio di “vita per gli altri” con attenzione e sensibilità alla comunità. Sentiti gli omaggi arrivati nel corso della serata di ieri da diverse voci, a partire da quella del dottor Paglia, perché «conoscere Nonna Beretta è stato per me è un grande privilegio, penso che Lodi abbia perso un punto di riferimento morale, una donna che conosceva il valore della vita e che sapeva indicarlo agli altri». Una persona «sempre vicino alla sua comunità, che nel 2022 ha ricevuto il premio alla bontà che testimoniava la sua grande forza nell’aiutare i più fragili», ha aggiunto Simona Cassinelli, presidente di Num del Burgh; una comunità, quella dell’associazione, che, come ha sottolineato Giulia Baggi, «ha perso una delle sue guide: il grande cuore e la grande generosità di Nonna Beretta rimarranno sempre di esempio». «Fino ad un’ora prima di sentirsi male - commenta l’amico Angelo Introppi - aveva preparato i panettoni farciti da regalare. Si è sempre donata agli altri senza farsi pubblicità»

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