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Belgiardino, c’è la firma: adesso l’oasi è del Comune

Passaggio Alla Fondazione Ca’ Grande l’atto di acquisto con il sindaco Furegato

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Il giorno è più che significativo per la città. «Il Belgiardino non rappresenta soltanto un’area verde o un impianto sportivo, ma un luogo della memoria, dell’identità e della vita quotidiana di generazioni di lodigiani: con la firma di questo atto consegniamo alla comunità un bene che appartiene, prima di tutto, alla storia affettiva della città». Così il sindaco di Lodi Andrea Furegato commenta la firma, giovedì alle 10, nell’Archivio Storico della Fondazione Ca’ Grande, all’atto di acquisto che rende il Belgiardino proprietà del Comune. Accanto al sindaco, il dirigente dell’Ufficio Tecnico Giovanni Ligi e il presidente della Fondazione Marco Giachetti.

Un momento che segna l’avvio di una nuova pagina di storia, dopo decenni di locazione. L’area apparteneva alla Fondazione Ca’ Granda dal 1952, frutto del dono del benefattore dottor professor Iginio Negretto. «L’acquisizione - spiega il Comune - si inserisce in un percorso di valorizzazione già avviato dall’amministrazione, che negli ultimi anni ha investito nel rinnovo dell’impianto natatorio storico, risalente agli anni Settanta. Con il cantiere ormai prossimo alla conclusione, in tempo per la stagione estiva, il Comune sta definendo la gestione dell’area, sulla quale saranno previsti ulteriori investimenti».

È sempre il sindaco Furegato a parlare di un «passaggio importante non soltanto dal punto di vista amministrativo e patrimoniale, ma anche sul piano simbolico: il Belgiardino entra a pieno titolo nel patrimonio pubblico di Lodi e potrà essere progettato, valorizzato e vissuto con una visione di lungo periodo. Voglio ringraziare la Fondazione Ca’ Granda per la collaborazione, l’Ufficio Tecnico per l’intensa attività amministrativa e ricordare con riconoscenza la figura del dottor professor Iginio Negretto, la cui generosa donazione continua a produrre valore per la collettività».

I lavori in corso per la stagione estiva alle porte sono solo l’inizio: «L’obiettivo è fare del Belgiardino uno spazio sempre più aperto, accessibile, inclusivo e moderno. L’acquisizione ci consentirà finalmente di programmare interventi strutturali e progetti di valorizzazione con maggiore efficacia e continuità. Credo che amministrare significhi anche questo: saper custodire la memoria dei luoghi e, allo stesso tempo, costruirne il futuro».n 

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