Allarme sfratti nel Lodigiano:
161 provvedimenti emessi nel 2024
EMERGENZA CASA I numeri pubblicati dal ministero dell’Interno sulle procedure esecutive in provincia
Allarme sfratti nel Lodigiano: nel 2024 sono stati emessi 161 provvedimenti esecutivi, pari a quasi uno ogni due giorni, secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno, riportati nel rapporto “Procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo”.
Le cause nel territorio rimangono sbilanciate verso la morosità, che rappresenta oltre il 90 per cento dei casi: appena una decina i procedimenti per finita locazione e nessuno per necessità del locatore. Rispetto al 2023, si registra una flessione dell’1,23 per cento nei provvedimenti emessi. Il dato lodigiano si inserisce nel contesto regionale, dove però il calo è più sensibile (meno 5,15 per cento), dopo l’aumento significativo del biennio post-pandemico.
Un segnale preoccupante per il territorio arriva anche dalle richieste di esecuzione – cioè i casi in cui si chiede all’ufficiale giudiziario di rendere effettivo lo sfratto – salite del 14,07 per cento rispetto all’anno precedente. Sono 154 i procedimenti di questo tipo nel 2024, a fronte dei 135 del 2023. Parallelamente, anche gli sfratti effettivamente eseguiti sono cresciuti: 55 casi, in aumento del 7,8 per cento sul 2023.
Nel confronto con il resto della Lombardia, Lodi si colloca sotto la media regionale per numero assoluto di sfratti, ma la variazione percentuale delle esecuzioni resta significativa, segno che i procedimenti avviati vengono più frequentemente portati a termine. Province come Milano, Brescia e Bergamo restano in testa per numero complessivo di sfratti, ma Lodi evidenzia una dinamica più veloce nella fase esecutiva, forse favorita da un mercato immobiliare più piccolo e da una gestione più rapida. Oltre una richiesta di sfratto su tre avviene per abitazioni nel capoluogo. «Esprimiamo forte preoccupazione per i dati che confermano un ulteriore aumento dei canoni di locazione, in particolare per effetto dell’adeguamento all’indice Foi (Famiglie di Operai e Impiegati), salito dell’1,4 per cento nel mese di agosto – sottolinea la segretaria provinciale del Sunia di Lodi (il sindacato inquilini della Cgil), Elena Rossetti -. L’incremento dei costi di locazione sui contratti a canone libero 4+4 anni anche nella provincia di Lodi sta pesando significativamente sui bilanci familiari. Seppure possano sembrare aumenti modesti su base mensile, questi rincari hanno un effetto cumulativo che incide notevolmente sul potere d’acquisto dei lavoratori che già sono colpiti da costi abitativi che erodono una parte consistente dei salari che non aumentano da tempo, specialmente per le fasce di reddito medio-basse». Per il Sunia servono misure urgenti: «A fronte di questi segnali negativi si ribadisce la necessità di interventi strutturali, tra cui il rilancio dei contratti a canone concordato con incentivi fiscali e disincentivi dei contratti a canone libero; poi 900 milioni di euro per rifinanziare il fondo nazionale per il sostegno alla locazione e il fondo morosità incolpevole; oltre a un piano straordinario per l’edilizia pubblica e sociale, a canone sostenibile, con investimenti opportuni. Il diritto all’abitare deve tornare al centro dell’agenda politica nazionale».
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