Al Ponte la “scuola senza zaino” VIDEO
Innovazione tra i banchi Sondaggio tra i nuovi iscritti, l’80 per cento delle famiglie è favorevole. Il progetto sarà presentato nell’open day del 23 novembre. In molti casi il libro cartaceo sarà sostituito dal tablet
A scuola senza zaino. È il nome del nuovo progetto che prenderà il via in forma sperimentale in una sezione della scuola media del Ponte, il prossimo anno, e che sarà presentato nell’open day che si terrà a scuola, il 23 novembre, dalle 10 alle 12..
Al Ponte di Lodi la scuola senza zaino. Video di Cristina Vercellone
Il modello, che si ispira alle linee nazionali della didattica, in campo da anni,è stato selezionato già, attraverso un sondaggio, dall’80 per cento delle famiglie.
Il nuovo modello prevede una drastica riduzione della didattica frontale, i ragazzi potranno lavorare in gruppo, tra loro, con i docenti e talvolta anche con i genitori. Nella maggior parte dei casi verranno a scuola senza libri di testo, solo con il tablet. Dipenderà poi dalla scelta dei singoli docenti, ma più ancora dei ragazzi, se utilizzare il libro in versione cartacea o digitale. In altri casi, invece, i ragazzi potranno lavorare solo sui materiali autoprodotti insieme in classe.
L’iniziativa è stata presentata ieri dalla dirigente dell’istituto comprensivo Lodi IV Benedetta Dal Monte, che ha applicato il metodo durante i suoi anni di insegnamento alla primaria di Pontedera, e dai suoi docenti Valerio Caccialanza, Antonio Vannini, Emmanuele Cavalli e Gioia Farina.
«Sono qui da due anni - spiega la preside -, mi sono sentita sulla pelle il fatto di essere in un comprensivo che fosse un po’ la Cenerentola per via della collocazione in periferia e per la fama di essere un istituto dove si registrano episodi di bullismo e non si fa nulla. Le iscrizioni, un po’ per il calo anagrafico, un po’ per questi fattori, si sono ridotte. Siamo passati da 5 sezioni a 3. Questo ci ha indotti a interrogarci a tavolino. Abbiamo chiesto alle famiglie se fossero interessate al modello Montessori, al Mof o a “Scuola senza zaino”. Quest’ultimo è stato molto gettonato».
La preside è entusiasta di partire a settembre con questa nuova avventura e lo sono anche i suoi professori.
«Sono al Ponte da 4 anni - commenta Cavalli -, mi sono accorto da subito che serviva attenzione a un modello didattico nuovo. Qui si fanno da sempre tante attività culturali. Era venuto il momento di mandarle a sistema. “Senza zaino” è lo strumento gusto per farlo.”Senza zaino” significa capacità di accogliere, far comunità e rendere i ragazzi autonomi nello studio».
«È una rivoluzione - dicono i docenti- del paradigma del modo con cui ci rapportiamo con gli alunni. Le lezioni didattiche sono di forma più laboratoriale, avvengono tra pari, in gruppo. L’insegnante diventa un facilitatore degli apprendimenti».
Il modello rientra nell’ambito dell’attivismo pedagogico nato all’inizio del ’900 con la Montessori e altri pedagogisti. «La scuola più efficace è quella che fa riferimento all’attivismo, ma questo non è mai stato il modello predominante. Al centro c’è l’alunno che apprende. Il docente è solo una specie di architetto che progetta gli apprendimenti».
Anche la valutazione cambia aspetto: non è più un’etichetta appiccicata addosso, ma uno strumento di crescita.
L’atmosfera dell’aula sarà simile a una bottega artigiana. Grazie ai fondi Pnrr 15 docenti saranno avviati alla formazione. «Per noi è una sfida - concludono i professori e la loro preside -. Le indicazioni nazionali sono del 2012, per Lodi siamo dei pionieri. Lo scopo ultimo è non lasciare indietro nessuno e costruire una vera e propria comunità».
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