«Sant’Angelo Tricolore non può dissociarsi dalla raccolta differenziata personalizzata con l’ecuosacco»
Buongiorno Direttore, desidero esprimere stupore e rammarico per ciò che i barasini devono sopportare. A Sant’Angelo Lodigiano il dibattito pubblico meriterebbe probabilmente maggiore serietà e senso istituzionale, soprattutto da parte di chi oggi ricopre ruoli di governo cittadino. Leggere un comunicato di un gruppo politico (San t’Angelo Tricolore che si è sempre professata un’associazione culturale, continua a farlo, mentre siede tra i banchi di maggioranza) che, nel tentativo di giustificare una scelta amministrativa mai discussa e ora contestata, arriva a utilizzare espressioni volgari e offensive non è un dettaglio secondario. Non lo è mai, ma lo è ancora meno quando a parlare sono forze di maggioranza ed esprimono persino un assessorato. Le istituzioni dovrebbero contribuire ad alzare il livello del confronto pubblico, non ad alimentare linguaggi aggressivi o da tifoseria social o da stadio. Colpisce poi il tentativo, piuttosto evidente, di dissociarsi dalle responsabilità amministrative dell’introduzione dell’ecuosacco ( che identifica chi smaltisce troppi rifiuti indifferenziati , ndr.) presentandolo come una scelta puramente tecnica, obbligata e praticamente subita. Ma governare significa proprio assumersi la responsabilità delle decisioni, soprattutto se sono impopolari. Non esistono decisioni “neutre” in politica amministrativa: scegliere come organizzare il servizio rifiuti, come distribuire i costi, come intervenire sui comportamenti dei cittadini è una scelta profondamente politica. Cercare oggi di prenderne le distanze perché ci si accorge del malcontento diffuso rischia di apparire come un goffo tentativo di salvare il consenso senza assumersi fino in fondo il peso del governo della città. Ancora più sorprendente è leggere accuse generiche contro “anni di lassismo”, quando proprio quel gruppo politico ha sostenuto per anni lo stesso assetto politico e culturale che governa Sant’Angelo Lodigiano da decenni. Salvo poi sollevare sempre polveroni e fomentando l’odio in un’ottica anarchica, ottenendo più consenso che risultati. Gli effetti purtroppo sono sotto gli occhi di tutti: una città che continua lentamente a perdere attrattività, vitalità e prospettive. Questo non lo dice una propaganda di parte, ma la realtà dei fatti.
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