LODI «Quando la realtà dà fastidio si attacca la stampa»

La lettera di Stefano Rotta

Caro Direttore,

noto che il disastro Piarda, il pasticcio Green Way, la spada di Damocle della chiusura del Ponte (dove passeranno le ambulanze?) e lo sfratto degli anziani dagli orti, non hanno riportato l’assessore Stefano Caserini a riconciliarsi con la sua peggior nemica: la realtà.

Suggerisco al professore di scendere dalla cattedra e guardare in faccia i problemi, ambientali, sociali, economici, creati da azioni amministrative scellerate, ideologiche e autoreferenziali, sempre difese capziosamente, formalmente, ma mai con argomenti e contenuti reali, comprensibili, accettabili, aderenti alla vita vera delle persone.

Avanti così potrebbe candidarsi con il centro-destra nel 2027: ogni sua uscita fa perdere credibilità e centinaia di voti alla squadra di Andrea Furegato.

Vengo al contenuto, gravissimo, della sua lettera a “Il Cittadino”.

Mettere in dubbio la professionalità della stampa libera non è un buon approccio per chi sbandiera slogan democratici nell’intenzione di coprire l’assenza manifesta di capacità amministrative. Non lo è per questioni relazionali e istituzionali su cui si può soprassedere, ma non lo è soprattutto perché ad una distaccata analisi scrivere che “il giornale diffonde fake news” significa accusare il giornale ove si crei scompiglio pubblico della possibile commissione del reato di pubblicazione di notizie false o tendenziose.

Nel merito: Rossella Mungiello, validissima, scrupolosa collega, ha scritto (avendomi sentito sia a voce sia per iscritto), virgolettandolo a voce del movimento Angeli Lodigiani, che l’Amministrazione ha nascosto alla Città la chiusura del ponte per 1086 giorni. È un dato vero e verificabile, intercorrendo tra l’insediamento della giunta Furegato e le dichiarazioni dell’Ing. La Montagna (Aipo) a questo giornale. Quindi Caserini accusa ingiustamente il sottoscritto, la giornalista e il direttore insieme; personalmente preferisco adire le vie legali solo su questioni pubbliche di interesse generale, come fu la distruzione di un bosco naturale in sede demaniale, con mai dimostrata destinazione del legname, vivo, di enorme massa e prezioso.

Il secondo punto riguarda il livello di protesta sui lavori in fiume. Il ponte è solo una conseguenza esternata a nocumento della città, essendo Aipo ente di governo idraulico e non viabilistico.

Nel movimento Angeli Lodigiani ci siamo prefissi come valore faro l’aiuto della popolazione con metodi pacifici. Nel momento in cui alcune persone, a voce e tramite social, ci invitano alla protesta paramilitare, alla guerriglia urbana, e si rendono disponibili in prima persona a danneggiare il cantiere, abbiamo risposto: “No, restiamo pacifici”. E per questo abbiamo inventato le proteste artistiche, con le bolle di sapone in barca, e dopo la distruzione violenta dei nostri striscioni informativi, le scritte gialle innocue sull’asfalto (niente ulteriori blocchi al traffico, o disturbo delle forze dell’ordine) e le azioni operative, volte a risolvere in prima persona problemi - come il legname inerte accatastato al ponte, riutilizzabile e pericoloso in quella sede - casi in cui l’Amministrazione si dimostra lenta, insensibile o fuori mercato.

In ultimo non posso omettere di aver lavorato per venti anni nel giornalismo a livello locale, nazionale e internazionale (sono la stessa cosa: conta sempre, sia in trattoria sia al ristorante stellato, la qualità degli ingredienti e l’amore in cucina), e di aver assistito raramente a un esponente delle istituzioni che effrange in maniera così irrituale e maleducata la regola del rispetto della stampa, mettendo addirittura in discussione il controllo delle notizie. Nemmeno Silvio Berlusconi ai tempi delle inchieste sulla sua vita privata era arrivato a tanto. Questo succede quando la realtà non è amica ma dà fastidio.

Molto cordialmente, con l’augurio di buon anno e buon lavoro a tutta la Vostra Redazione in questo frangente difficile per l’editoria.

Stefano Rotta

Lodi

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