Lodi: i pazienti fragili sono la priorità, occorre cambiare la Sanità

L’accorato appello di Costantino Bolis alla luce degli appelli del Papa e della logica dei tagli e anche dell’eutanasia

“Non è bene che l’uomo sia solo. Curare il malato curando le relazioni”. È questo il titolo del messaggio di Papa Francesco per la Giornata del malato 2024, che sollecita alcune riflessioni, per tutti noi e particolarmente attuali per il Sistema Sanitario Nazionale, che per rimanere un vanto dell’Italia, va necessariamente rivisitato. Il Papa afferma che “anche nei Paesi che godono della pace e di maggiori risorse, il tempo dell’ anzianità e della malattia è spesso vissuto nella solitudine e, talvolta, addirittura nell’abbandono”. Il numero di pazienti “fragili” - anziani, persone con malattie croniche e degenerative, disabili di ogni età - è in costante aumento e rappresenta, a mio parere, la priorità per cui è necessario, senza ulteriore ritardo, intervenire con radicali cambiamenti di una situazione che, ogni giorno, crea gravi mancanze nella cura di questi malati, oltre a generare malcontento e critiche diffuse, sia negli ospedali che sul territorio. Due sono gli ambiti, fra loro interdipendenti, che intendo brevemente richiamare: - le scelte di politica sanitaria, che devono portare a modifiche strutturali e a un aumento delle risorse a favore della fragilità; -una rinnovata attenzione al problema relazionale, tema che investe, particolarmente, il rapporto degli operatori sanitari nei confronti dei malati e dei sofferenti.

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