«Fotovoltaico sui campi coltivati del Lodigiano: la Provincia deve fermare l’assalto»
Mentre l’Italia è concentrata a contrastare la politica europea del Green Deal, perché ritenuto troppo penalizzante per il settore produttivo, in Germania e in molti altri Paesi europei la decarbonizzazione della produzione di energia non si è mai fermata. In quest’ambito, come scrive da Bruxelles Francesca Basso (Corriere della Sera, 8 giugno 2026), la Germania non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro ma rafforza la sua azione nel chiedere semplificazioni e tagli alla burocrazia per installare potenza solare ed eolica a ritmi tripli rispetto all’Italia. Anche adesso che gli effetti della guerra in Ucraina, sommati a quelli provocati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, si stanno scaricando pesantemente sulla nostra economia e sulle famiglie, il governo italiano stenta ancora a rendersi conto che la questione dell’energia rinnovabile è qualcosa che va affrontata ora, senza voli pindarici a favore del nucleare di ultima generazione che, se tutto andrà bene, potrebbe avere qualche effetto sulla bolletta elettrica fra non meno di quindici anni. Il dibattito in corso a livello nazionale e nella nostra regione si concentra, infatti, prevalentemente su questa tecnologia piuttosto che sulla necessità di un massiccio ricorso alle rinnovabili solari accompagnato da un indispensabile avanzamento tecnologico. In parole semplici, non basta produrre energia solare, ma occorre anche aumentare la nostra capacità di accumularla nei momenti di massima produzione per garantire continuità di fornitura quando il sole non c’è, mentre cresce la richiesta. Nel frattempo, il riscaldamento globale si fa sempre più sentire nella nostra penisola con innalzamenti della temperatura a livelli mai riscontrati nel passato, insieme a polemiche ideologiche che sembrano create ad arte. Il ripensamento in atto sul fronte del nucleare fa parte di questa dinamica ma rischia di ritardare e ostacolare la strada del futuro, ossia alle rinnovabili che già ora coprono circa la metà del fabbisogno nazionale.
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