CALCIO A LODI «Lo storico nome del Fanfulla non è un asset commerciale»
La lettera di Claudio Gazzola
Lettura 2 min.Caro Direttore,
apprendo dalle cronache odierne che è stata presentata al curatore del fallimento della A.C. Fanfulla 1874 Srl una proposta per rilevare la storica denominazione del club e la notizia (benché già nell’aria) mi procura qualche disagio.
Il recupero del “blasone” originale del Guerriero è infatti una suggestione che coltivo da anni (la procedura fallimentare in questione si è aperta nel 2016) e che nelle mie riflessioni ha progressivamente assunto contorni definiti, tanto da renderne infine partecipe nel 2025 un ristretto novero di interlocutori, tra cui alcune figure istituzionali, dirigenti sportivi, persone legate a vario titolo ed in diverse epoche all’epopea bianconera.
Il mio intento era quello di creare una salvaguardia per l’ultimo e più emblematico vessillo dell’identità fanfullina, da affidare in “custodia” (previa acquisizione a prezzo puramente simbolico dalla procedura fallimentare) ad un soggetto garante (una istituzione locale, come per esempio il Comune di Lodi, oppure una Fondazione riconosciuta), sino alla cessione a titolo gratuito ad un nuovo gruppo dirigente, pronto (sulla base di accertati requisiti di competenza, solidità, capacità di programmazione e radicamento locale) ad aprire un nuovo capitolo della storia del Guerriero, magari anche ripartendo dal livello più basso delle categorie federali, ma con credibilità ed empatia nei confronti della “piazza”.
Preciso che in tale scenario non contemplavo né desideravo alcun diretto coinvolgimento personale (sono infatti già gravosi gli impegni che da 14 anni mi vedono responsabile insieme ad alcuni generosi ed encomiabili compagni di avventura della gestione di altra importante realtà sportiva della città).
Da ultimo, all’acuirsi della crisi gestionale e di governance dell’attuale Asd Fanfulla, sul finire del mese di maggio sono stato raggiunto da una richiesta di “assistenza” amichevole, per fornire un quadro informativo sulla questione “marchio”: provenendo da persona che reputo stimabile ed affidabile (anche per la sua storia di assoluta e comprovata fedeltà fanfullina) ho volentieri acconsentito, riepilogando la situazione anche con il supporto di documentazione e riferimenti.
Non credo di sbagliare nel ritenere che la suggestione di recuperare la denominazione storica del Fanfulla (da me condivisa in contesti puramente confidenziali), nonché il repertorio di informazioni che ho recentemente messo a disposizione, siano stati acquisiti e rielaborati in modo funzionale all’iniziativa di cui dà oggi conto il Cittadino.
Fosse cosi, nulla da eccepire, non avendo alcuna primogenitura da rivendicare. Tuttavia, nei termini che se ne possono dedurre, l’operazione appare avere presupposti, architettura ed obiettivi diversi da quelli che avevano innescato le mie modeste elucubrazioni.
Lungi dal permettermi di orientare le libere scelte di chi sta tentando di percorre questa strada (fosse anche solo nella forma di un auspicio), mi sento invece di rivolgere un invito al curatore fallimentare.
Pur comprendendo le logiche e le finalità della procedura di cui è incaricato, non credo che alla denominazione A.C. Fanfulla 1874 si possa (ma ancor più si debba) attribuire la natura di asset suscettibile di valorizzazione commerciale, così come oso pensare che nessun creditore obietterebbe rispetto ad una cessione a corrispettivo simbolico, se sostenuta da chiare finalità di interesse generale, nei confronti di un soggetto pubblico o anche di diritto privato ma di comprovata vocazione alla socialità.
Resto persuaso che per ricostruire il rapporto tra Lodi e la sua squadra di calcio qualsiasi serio progetto gestionale non possa che trarre giovamento dalla simbiosi con una immagine ed una identità in cui tutti sono disposti a riconoscersi ed è per questo che confido che chi ha in custodia questi valori altamente simbolici e chi aspira a raccoglierne il testimone condividano la consapevolezza e la responsabilità che ciò comporta.
Claudio Gazzola
Lodi
Stante la velocità con cui sta cambiando il quadro è opportuno ricordare che la lettera è stata inviata giovedì 2 luglio
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