La logistica e l’agrivoltaico avanzano sui campi della provincia di Lodi: in pochi anni il territorio potrebbe cambiare radicalmente
LONGFORM Secondo studi della Liuc e di Assolombarda la provincia di Lodi è quella a maggior vocazione logistica nell’area lombarda
Lodi
Da almeno trent’anni il territorio lodigiano è oggetto di profonde e radicali trasformazioni che ne stanno mutando l’aspetto. Le dinamiche economiche, le nuove modalità di approvvigionamento delle aziende e delle famiglie, l’evoluzione degli stili di consumo, la trasformazione delle catene di distribuzione, la vicinanza a Milano, l’attraversamento delle principali vie di comunicazione del Paese - pensiamo semplicemente all’Autostrada del Sole e alla linea ferroviaria dell’Alta Velocità ma anche alle vicine Paullese e Tem - stanno avendo effetti concreti, attirando nuovi investimenti immobiliari, le cui dimensioni per ora non sono ancora perfettamente definibili, in quanto siamo nel mezzo di un percorso in atto che non lascia intravedere una conclusione a breve. La domanda di fondo che è doveroso e legittimo porsi è se sia possibile coniugare sviluppo economico e tutela del territorio.
In particolare, questo quesito va declinato nel settore che più di altri sta modificando l’aspetto del Lodigiano, con effetti obiettivamente impattanti: la logistica. È in atto infatti un processo che tende a espellere da Milano funzioni e attività - la logistica in primo luogo - e a trasferirle nelle immediate vicinanze, solo per fare tre esempi, che poi avremo modo di approfondire, le aree di Lodi e Novara e il Sudmilano.
Ci sono tre documenti, resi pubblici negli scorsi mesi, che rendono con estrema chiarezza lo stato dell’arte e indicano altrettanto limpidamente la direzione che il territorio sta prendendo. In estrema sintesi: il Lodigiano si sta caratterizzando come uno dei principali poli logistici della Lombardia e nei prossimi anni è assai probabile che questa vocazione sia rafforzata.
Il 50 per cento dei magazzini dell’Area Logistica Lombarda (che comprende anche Piacenza e Novara) si concentra in un raggio di 40 chilometri dal centro di Milano
1) Un recente studio della Liuc Business School ci informa che il 50 per cento dei magazzini dell’Area Logistica Lombarda (che comprende anche Piacenza e Novara) si concentra in un raggio di 40 chilometri dal centro di Milano. E aggiunge che la distanza media da un casello autostradale è di 4,2 chilometri a livello regionale, che scende a 3,6 per le logistiche insediate in provincia di Lodi. Nell’Area Logistica Lombarda tra il 2014 e il 2023 la superficie totale dei magazzini è aumentata del 50 per cento, passando da 10 a 15,8 milioni di metri quadrati. Nella sola provincia di Lodi l’incremento è stato del 44 per cento, da 675.000 a 970.000 metri quadrati. La ricerca evidenzia poi che l’asta dell’Autostrada del Sole da Milano a Piacenza e il Sud Est Milano sono tra le aree che nell’ultimo decennio hanno registrato il maggior incremento degli insediamenti logistici. La Liuc segnala che la provincia di Lodi presenta la maggior vocazione logistica in Lombardia.
2) A fine luglio 2024 Assolombarda, l’associazione che riunisce gli industriali di Milano, Lodi, Pavia e Monza e Brianza, ha diffuso il booklet “Territorio 2024 Lodi”. L’analisi dice che “il mercato degli immobili d’impresa pur rallentando nel 2023 vede nel Lodigiano nuovi investimenti nel settore della logistica e della rigenerazione urbana (in questo caso il riferimento è al recupero dell’ex Linificio di Lodi per realizzare il nuovo museo civico, ndr)”. Nel 2023 il mercato immobiliare lodigiano ha fatto segnare anno su anno un calo del 26 per cento alla voce capannoni e una riduzione del 10 per cento per gli uffici, effetto, probabilmente, anche della contrazione della bolla post Covid. Ma il volume delle transazioni è comunque più elevato della media degli ultimi cinque anni e, se guardiamo al solo comparto dei capannoni industriali, le transazioni del 2023 sono superiori di oltre il 50 per cento alla media del decennio precedente.
Spicca, nell’analisi di Assolombarda, il fatto che “la domanda di spazi per il settore logistico supera l’offerta degli immobili”. Ed è proprio la forbice tra offerta e domanda che ci porta a ipotizzare nuovi investimenti nei prossimi anni, al netto di quelli che sono già in atto e di quelli di cui si parla ormai da mesi ma non sono ancora cantierizzati.
Dobbiamo prendere atto che “il Lodigiano è la prima provincia lombarda per specializzazione territoriale nella logistica - anche in questo caso, la fonte è Assolombarda -; logistica che resta uno dei settori maggiormente trainanti per il territorio”. Una specializzazione che si legge nei numeri: “Nel Lodigiano i magazzini logistici coprono il 12 per cento delle aree destinate a insediamenti industriali, commerciali e artigianali rispetto alla media lombarda del 4,2 per cento”. E nei prossimi due/tre anni “è prevista la realizzazione di oltre 200 mila metri quadrati di immobili”. Attualmente - segnalano gli industriali nel loro rapporto - sono in corso investimenti lungo l’Autostrada del Sole, come i 64 mila metri quadrati di Prologis a Casalpusterlengo e i 94 mila metri quadrati di Akno a Fombio sulla ex Akzo Nobel (in questo caso si tratta del recupero di un’area industriale dismessa). Sono almeno tre le direttrici destinate ad attirare nuovi investimenti: l’Autostrada del Sole, che peraltro da Milano a Lodi si appresta a diventare a 4 corsie, la nuova tangenziale di Casalpusterlengo e, tra Lodigiano e Sudmilano, la Paullese, interessata dai lavori di raddoppio dell’ultimo tratto non ancora riqualificato.
La logistica in provincia di Lodi impiega 9.700 addetti, il 17% della forza lavoro totale della provincia in 1.400 unità locali
3) A giugno 2024 Assolombarda ha diffuso il booklet “Le vocazioni del territorio”, che indica le unità locali e gli addetti per la provincia di Lodi. La logistica, come si evince, assume connotati di primaria importanza.
ALIMENTARE
Conta 136 unità locali e 2.600 addetti (il 17% del totale manifatturiero) e si lega al sistema agricolo locale, che vale il 3,2% del valore aggiunto del territorio.
CHIMICA
Con 40 unità locali e quasi 2.400 addetti incide per il 15% sulla forza lavoro del manifatturiero locale e per il 5% sul settore a livello regionale.
AUTOMOTIVE
Registra 25 unità locali e 949 addetti, pari rispettivamente al 6% dei lavoratori manifatturieri della provincia. Spicca Codogno per concentrazione di forza lavoro.
COSMETICA
Conta 15 unità locali e 1.500 addetti, pari al 10% della forza lavoro del manifatturiero locale.
FARMACEUTICA
Conta 818 addetti in 6 unità locali, con un’incidenza sul manifatturiero provinciale del 5% in termini di lavoratori.
APPARECCHI ELETTRICI
Annovera 66 unità locali e 916 addetti e incide sul manifatturiero provinciale per il 6% della forza lavoro.
GOMMA/PLASTICA
Rappresenta 111 unità locali per circa 1.500 addetti, incide sul manifatturiero provinciale per il 10% in termini di forza lavoro.
LOGISTICA
Impiega 9.700 addetti, il 17% della forza lavoro totale della provincia in 1.400 unità locali.
COSTRUZIONI
Con più di 2.000 unità locali e circa 4.600 addetti rivestono un peso pari all’8% sull’intera forza lavoro della provincia.
ELETTRONICA
Conta 15 unità locali con 210 addetti e si distingue per apertura sui mercati internazionali, con un peso sull’export locale del 2023 pari al 51%.
ICT
Registra 385 unità locali e più di 2.300 addetti, con un peso del 4% sui lavoratori totali del manifatturiero locale.
La legge regionale e il Ptcp provinciale
In questo contesto, occorre segnalare i tentativi di mettere ordine nella materia. La Provincia di Lodi ha approvato il Piano territoriale di coordinamento provinciale, che si propone di disciplinare lo sviluppo delle logistiche nelle aree limitrofe ai caselli autostradali. Il ruolo dei singoli Comuni sarà tuttavia fondamentale per un risultato positivo e il Ptcp non ha mancato di suscitare le critiche del mondo ambientalista, che chiedeva più coraggio per mettere un freno al consumo di suolo (la Provincia ha tuttavia rivendicato di aver ridotto le prospettive di cementificazione).
Il consiglio regionale della Lombardia ha invece approvato un progetto di legge per disciplinare la localizzazione degli insediamenti logistici di rilevanza sovracomunale. I punti essenziali sono: procedure di pianificazione territoriale a livello sovracomunale, procedure di co-pianificazione tra enti per la localizzazione degli insediamenti in base a criteri che saranno fissati dalla giunta regionale e che punteranno a incentivare il recupero delle aree dismesse, vicinanza a infrastrutture qualificate già esistenti, tutela dei lavoratori. In Lombardia ci sono 28.718 imprese che occupano 232.375 addetti e movimentano 400 milioni di merci, con un indotto di 35 miliardi di euro secondo i dati regionali.
Entro fine anno via al progetto MARR (Gruppo Cremonini) a Ospedaletto Lodigiano: il progetto definitivo della piattaforma logistica nel Centro-Nord che la società intende realizzare nella Bassa è pronto. Il piano di lottizzazione prevede la creazione di un Centro di smistamento prodotti del Nord Italia delle carni del Gruppo Cremonini
Una panoramica sui progetti
Sul territorio lodigiano sono numerosi i progetti di nuove logistiche. Ecco i principali, senza pretesa di esaustività.
Entro fine anno via al progetto MARR (Gruppo Cremonini) a Ospedaletto Lodigiano: il progetto definitivo della piattaforma logistica nel Centro-Nord che la società intende realizzare nella Bassa è pronto. Il piano di lottizzazione prevede la creazione di un Centro di smistamento prodotti del Nord Italia delle carni del Gruppo Cremonini che ad Ospedaletto è già presente, dal 1999, con lo stabilimento produttivo Inalca. Il progetto contempla un’area di circa 110mila metri quadrati di cui 55mila saranno quelli coperti e si sviluppa su terreni privati già di proprietà del proponente e conformi al Pgt. L’operazione, inoltre, prevede la creazione di una rotonda sulla strada provinciale 234 quale accesso al comparto.
Un nuovo capannone logistico da 30mila metri quadrati a Borgo San Giovanni, nell’area oggi vuota dietro i capannoni industriali di via Nenni, a ridosso di via Case Nuove, a 500 metri in linea d’aria rispetto ai capannoni Dhl, dall’altra parte del paese. A proporlo è stata la società Crosslog Srl di Milano.
Tra Casalpusterlengo e Somaglia è ormai completato il grande investimento sull’area ex Seliport con l’operatore Prologis. L’ultimo intervento copre 64mila metri quadrati. La superficie complessiva del parco logistico Prologis è di 675mila metri quadrati.
A Castiraga Vidardo è prevista la realizzazione di una nuova logistica sull’area della ex Cartiera, immobile oggi dismesso. Un nuovo capannone logistico da 30mila metri quadrati invece a Borgo San Giovanni, nell’area oggi vuota dietro i capannoni industriali di via Nenni, a ridosso di via Case Nuove, a 500 metri in linea d’aria rispetto ai capannoni Dhl, dall’altra parte del paese
A Castiraga Vidardo è prevista la realizzazione di una nuova logistica sull’area della ex Cartiera, immobile oggi dismesso. Preoccupa la viabilità futura. Il Comune si è affidato a un legale per seguire la fase della realizzazione delle opere compensative.
L’ex Akzo Nobel a Fombio è attualmente nella disponibilità della Benaco Trans Trasporti, società di trasporti internazionali a cui fa capo il gruppo Akno, da oltre cinquant’anni operatore nel mercato immobiliare ed edilizio a livello globale. Benaco è subentrato a E-Service, la ditta di Brembate nella bergamasca, che a sua volta aveva rilevato l’area dal colosso della grande distribuzione Finiper - poi defilatosi - e avviato l’intervento di riqualificazione. Si prospetta l’edificazione di uno/due capannoni destinati alla logistica; sono già stati rasi al suolo i vecchi uffici e si è proceduto allo smaltimento dell’amianto dai tetti.
Se ci spostiamo a San Colombano al Lambro, territorio limitrofo al Lodigiano ma in provincia di Milano, occorre segnalare il progetto di una nuova grande logistica sulla strada provinciale 234 al posto del vecchio magazzino Renault. Il nuovo insediamento logistico da 70mila metri quadrati scaricherà il traffico stimato in 350 camion al giorno quasi per intero sul Lodigiano, verso il casello autostradale di Ospedaletto. La Provincia di Lodi ha portato davanti al Tar il progetto, presentando ricorso per essere stata esclusa dall’accordo territoriale di perequazione e compensazione. Tecnicamente il ricorso è contro Città Metropolitana di Milano, con i Comuni di San Colombano, Chignolo Po e la Provincia di Pavia, con l’operatore privato Vailog, come contro-interessati.
Non siamo certamente contro l’evoluzione dei modelli distributivi (sarebbe una battaglia contro i mulini a vento) ma diciamo nettamente “no” al consumo sconsiderato di suolo fertile e lanciamo l’ennesimo allarme sulle potenziali esternalità negative (peggioramento della qualità della vita, aumento del traffico e degli incidenti, depauperamento della ricchezza naturale del territorio...) di insediamenti logistici “usa e getta” realizzati sovente in piccoli comuni da grandi investitori internazionali che non hanno collegamenti con il nostro territorio e lo vedono solo come una enorme piattaforma da sfruttare a trenta chilometri da Milano
Il consumo di suolo
Lo sviluppo delle logistiche interroga da anni il territorio e appare opportuno mettere in evidenza alcuni elementi di riflessione. Non siamo certamente contro l’evoluzione dei modelli distributivi (sarebbe una battaglia contro i mulini a vento) ma diciamo nettamente “no” al consumo sconsiderato di suolo fertile e lanciamo l’ennesimo allarme sulle potenziali esternalità negative (peggioramento della qualità della vita, aumento del traffico e degli incidenti, depauperamento della ricchezza naturale del territorio...) di insediamenti logistici “usa e getta” realizzati sovente in piccoli comuni da grandi investitori internazionali che non hanno collegamenti con il nostro territorio e lo vedono solo come una enorme piattaforma da sfruttare a trenta chilometri da Milano. Insomma, lungi dal voler combattere una crociata contro la logistica, chiediamo un suo sviluppo armonioso e compatibile con il nostro piccolo e delicato territorio.
Siamo consapevoli della ricaduta occupazionale della logistica e questa è importantissima, ma al tempo stesso occorre evidenziare come in passato ci siano state zone d’ombra - accertate anche dalle forze dell’ordine - e trattamenti contrattuali non in linea con il rispetto della dignità dei lavoratori.
Ci permettiamo inoltre di sottolineare come il numero degli incidenti sul lavoro nelle logistiche del Lodigiano e del Sudmilano appare in aumento. Si dirà: ci sono più occupati, è normale che statisticamente ci siano anche più incidenti sul lavoro. Tutto apparentemente corretto. Ma non diventi un alibi.
Non solo logistica. I nuovi investimenti
Non si tratta di logistiche, ma di interventi di grandi dimensioni che si prospettano sul territorio e che indicano in qualche modo anche il futuro degli investimenti. Due a Bertonico sull’area ex Gulf, uno a Melegnano (Città metropolitana di Milano) all’ex Bertarella e uno a Castiraga Vidardo, il progetto di ampliamento del termovalorizzatore Ecowatt.
A Bertonico la multinazionale Rockwool intende realizzare un complesso industriale per la produzione di isolanti su una parte di 370mila metri quadrati dell’ex Gulf. Rockwool prevede edifici alti fino a 35 metri, con un’altezza massima di 75 metri per la ciminiera a servizio del processo produttivo. Nel medesimo sito dismesso è previsto inoltre un Data center che si estenderà su un’area complessiva di 150mila metri quadrati, di cui 70mila coperti. In questo caso l’operatore è Prelios. Il Data center prevede una decina di edifici alti fino a 25 metri.
A Melegnano all’area ex Bertarella fervono i lavori per realizzare i quattro edifici di cui si comporrà un enorme campus Data center, che sorgerà su un’area grande 120mila metri quadrati e sarà tra i maggiori d’Europa. Costruito dal colosso americano Vantage, il primo dei quattro lotti costerà quasi 70 milioni di euro e dovrebbe entrare in funzione già entro fine anno, quando inizierà a custodire i dati informatici dei big globali del web. Sempre nella periferia ovest di Melegnano la società Vantage ha intanto acquistato un’altra area dell’ex Bertarella grande 40mila metri quadrati, dove l’ipotesi è quella di realizzare un secondo Data center.
A Castiraga Vidardo la società Ecowatt (Gruppo Itelyum) ha presentato un progetto di ampliamento del termovalorizzatore presente in paese, al confine con il comune di Sant’Angelo Lodigiano. Il progetto prevede di potenziare l’inceneritore fino a una capacità di 154mila tonnellate l’anno: sarebbe il terzo più grande in Lombardia; la superficie passerebbe da 15mila a 42mila metri quadrati, con edifici alti fino a 55 metri e l’ampliamento da 16 attuali rifiuti ammessi (sostanzialmente biomasse) a oltre 400, di fatto tutti i rifiuti compresi quelli definiti dalla normativa pericolosi. Prevista inoltre la realizzazione di un impianto per la produzione di metanolo utilizzando la Co2 prodotta dall’inceneritore e un nuovo elettrodotto di 8 chilometri per portare l’energia elettrica prodotta dall’inceneritore alla sottostazione Terna di Cornegliano Laudense. L’iniziativa è avversata dai Comuni dell’area, dalla Provincia di Lodi e da numerose sigle ambientaliste del territorio che hanno avviato una raccolta firme. L’azienda ha più volte sottolineato come verrebbero utilizzate le più moderne tecnologie in grado di offrire garanzie di sicurezza per la popolazione.
Un altro business che sta prendendo piede è l’agrivoltaico. Nel 2024 sono state presentate in Provincia di Lodi richieste per 12 progetti di agrivoltaico, metà già autorizzate, metà in fase di autorizzazione.
Gli ultimi due grandi progetti di cui si è avuta evidenza pubblica sono a Terranova de Passerini e Sant’Angelo Lodigiano. In entrambi i casi è in corso l’iter amministrativo.
A Terranova è previsto un mega impianto diviso in tre blocchi. I progetti Terranova 1, 2 e 3 sono stati avanzati tutti dalla stessa società Juwi Energie Rinnovabili Srl, società italiana con sede a Milano, parte del gruppo tedesco Juwi, attivo fin da metà anni Novanta nel campo delle energie rinnovabili. Terranova 1 si svilupperà in corrispondenza della strada provinciale 22 con la copertura di 21 ettari di terreno per una capacità nominale dell’impianto di 18 Megawatt. Terranova 2 è il più grande, in località Fornaci lungo la strada provinciale 213: sarà su una superficie di 25 ettari e avrà una capacità nominale di 21,29 Megawatt. Infine, Terranova 3 sorgerà sempre lungo la provinciale 213 su 18,86 ettari e avrà una potenza nominale di 14,79 Megawatt. Complessivamente, la porzione di territorio agricolo di Terranova coperta da pannelli fotovoltaici sarà quindi di 65 ettari, 650mila metri quadrati, circa 90 campi da calcio.
A Sant’Angelo Lodigiano la società proponente è sempre Juwi Energie Rinnovabili Srl: l’impianto agrivoltaico sorgerà sui campi tra Sant’Angelo e Villanterio, su 45mila metri quadrati di terreno agricolo e avrà una potenza di 9913,75 Kilowatt.
Attorno all’agrivoltaico è in corso un serrato dibattito fra chi sostiene che si tratta della nuova frontiera del solare e chi invece denuncia come si sfrutti terreno agricolo.
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