Ondate di calore: ci si abitua...al camposanto
IL COMMENTO di Elena Bulzi
Lettura 2 min.“Ci si abitua… al camposanto” è stato il lapidario commento del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi a chi gli chiedeva spiegazioni riguardo l’ondata di caldo torrido che sta soffocando l’Italia e l’Europa. Il professore non avrebbe certo avuto difficoltà a snocciolare dati e serie statistiche a suffragio della connessione tra emissioni di gas serra e cambiamento climatico, documentata scientificamente ormai in modo evidente e sostenuta dalla quasi totalità del mondo accademico. La frase di Parisi fa però da controcanto a un’affermazione della seconda carica dello Stato, secondo cui “i Caraibi convivono da molto con questo clima e sopravvivono”, pertanto sarebbe solo questione di abitudine! L’abitudine invece potrebbe diventare proprio quella di considerare le morti per caldo estremo un incidente di percorso inevitabile per chi è troppo fragile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda anche che il caldo estremo e prolungato non è solo causa di morte per la fascia di popolazione in situazione critica, ma ha effetti anche su quella sana. Un articolo di «Nature Medicine» ha conteggiato in Europa, nelle estati tra il 2022 ed il 2024, 181.000 morti connesse al caldo, con l’Italia in posizione dominante. Quindi la frase di Parisi non è una battuta ad effetto, ma rimanda alla realtà fragile dei nostri corpi umani che necessitano di alcuni parametri per poter rimanere vivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA