Lodi è una città attrattiva ma serve un salto di qualità

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Lodi

Nonostante il calo delle nascite la popolazione di Lodi è in crescita, sintomo che per vari motivi si tratta di una città attrattiva. Un buon segnale. Eppure sembra mancare ancora qualcosa per fare un vero salto di qualità. Mi pare ragionevole dunque interrogarsi su quale strada percorrere per migliorare risultati che sono già certificati dai dati e che non si sono “costruiti” in pochi mesi.

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Ma andiamo con ordine e vediamo qualche numero elaborato tramite gli uffici di palazzo Broletto.

A fine 2023 la popolazione residente a Lodi era pari a 45.372 persone; a fine 2024 era salita a 45.935, con un saldo positivo di 563 abitanti.

Un contributo è arrivato dalla popolazione straniera: a fine 2023 erano 6.658 (14,6 per cento del totale) le persone residenti senza cittadinanza italiana e a fine 2024 sono saliti a 6.903 (15 per cento del totale).

Le culle vuote restano il problema più pressante della città, anche se troppi sembrano non rendersene conto. Nel 2024 sono nati 290 bambini, a fronte di 547 decessi. Il dato negativo di Lodi peraltro si inserisce in una cornice - certificata da Istat - in cui in provincia di Lodi nel 2024 si registra un piccolo incremento dei nuovi nati: un dato fragilissimo e che non deve indurre a un facile ottimismo, ma una piccola speranza a cui aggrapparsi.

Dunque, alla luce di quanto finora detto, Lodi è cresciuta grazie a chi è venuto da fuori: nel 2024 ci sono stati 2.137 “immigrati” (in questo caso non solo stranieri, ma anche persone che sono arrivate a vivere qui da zone diverse d’Italia) e 1.317 “emigrati”, con un saldo positivo di 820 unità.

Ed è proprio questo il tema centrale, perché Lodi pare essere città attrattiva. Nel dettaglio, 1.754 “immigrati” sul totale di 2.137 hanno un’età compresa fra 0 e 50 anni, dunque sono la parte maggiormente dinamica della società.

Se poi ci chiediamo da dove vengono i 2.137 “immigrati” totali vediamo che il 30 per cento viene da altri centri del Lodigiano, il 16 per cento dalla provincia di Milano, il 10 per cento da altre province italiane, il 20 per cento da altre regioni e il 24 per cento da altri paesi (i più rappresentativi sono Egitto, Perù e Romania).

Gli arrivi da altre province (tranne Milano) e da altre regioni possono leggersi in vari modi, penso ad esempio a dipendenti pubblici che approdano a Lodi per ragioni di lavoro. Sono importanti ma non decisivi.

Mi concentrerei invece su quel 46 per cento di nuovi cittadini di Lodi che arrivano da altri comuni della Provincia di Lodi e dalla Città Metropolitana: si tratta di una buona fetta del totale degli “immigrati” che sembra aver scelto Lodi con una maggiore convinzione, con una volontà rafforzata di arrivare nella nostra città. Sarebbe interessante capire bene le ragioni di questa scelta: per quanti arrivano dal resto della Provincia di Lodi il tema dei servizi mi pare non trascurabile; per chi arriva da Milano invece metterei in cima alle ragioni della migrazione la qualità della vita e il costo del mattone.

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Potremmo fare molti altri ragionamenti sul punto. Qui però vorrei soffermarmi su quel che ancora manca a Lodi per fare il salto di qualità. Individuo due strade che potrebbero essere battute.

1) Lodi deve davvero prendere pienamente consapevolezza del ruolo di Comune capoluogo, in grado di esercitare una regia sullo sviluppo del territorio. Invece, se penso al semplice dibattito in consiglio comunale, troppo spesso siamo arroccati, avvitati, sui temi strettamente cittadini. Va bene, ci mancherebbe altro, i problemi dei quartieri sono fondamentali, ma occorre anche alzare lo sguardo.

2) Lodi in questo momento ha un potenziale di crescita enorme: i numeri dicono che è una città attrattiva, non solo dal punto di vista residenziale ma anche industriale: non è un caso che un colosso farmaceutico come la svizzera Ibsa, solo per fare un esempio, abbia scelto questa città per insediarvi la sede italiana, investendo oltre 10 milioni di euro. Prima ce ne renderemo conto tutti, meglio sarà, perché si potranno attivare con maggior decisione le leve in grado di accelerare una crescita che, per la parte economica, dunque autonoma da indirizzi pubblici, è già tangibile.

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