Il buon senso antidoto al pericolo social: il caso di Lodi

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Lodi

Nel tardo pomeriggio di lunedì 19 ottobre, dopo un week end funestato dalle devastazioni di Milano, sui cellulari di migliaia di ragazzi lodigiani hanno iniziato a circolare messaggi inquietanti, nei quali si annunciavano violenze nelle scuole il giorno successivo. Un tam tam partito dai social, diffusosi rapidamente attraverso le chat e che riportava, ossessivamente, sempre i medesimi post, con gli stessi contenuti, che poi, si è scoperto, sono circolati in tante altre città, da Milano a Pavia, da Cremona a Piacenza. Nel caso di Lodi, poi, sui telefonini degli alunni dell’istituto Bassi, è apparso addirittura un falso messaggio di ClasseViva - la App che funziona come registro elettronico - nel quale la vicepreside annunciava che il giorno successivo la scuola sarebbe rimasta chiusa (foto ).

Tutto falso, ovviamente.

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