«Guccini ha abitato la fragilità dell’uomo»

«Non ha avuto paura delle contraddizioni, della nostalgia, della rabbia, del disincanto, delle sconfitte»

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LODI

Ha stupito la risonanza, quasi trasversale, che ha accompagnato la morte di Francesco Guccini. Non soltanto per la quantità dei ricordi, delle testimonianze, delle fotografie riemerse dalla memoria e delle sue canzoni tornate ad abitare le nostre giornate. A colpire è soprattutto la varietà delle persone che si sono sentite coinvolte. Giovani e anziani, credenti e non credenti, persone con percorsi culturali, politici e personali profondamente diversi hanno riconosciuto nella sua voce qualcosa di sé.

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