Cari sindaci, togliamo l’asfalto e mettiamo alberi
Di Carla Ardigò
Lettura 1 min.Si sta diffondendo il concetto che le città devono essere riqualificate. Il concetto è veicolato da una parola: depavimentazione. L’idea alla base di tale pratica è semplice: riguadagnare il suolo perduto nelle città sostituendo il più possibile il cemento, l’asfalto e altre forme di pavimentazione con piante e arbusti tanto negli spazi pubblici che nei giardini privati.Nelle aree urbane la depavimentazione rappresenta un elemento chiave nelle opere di riqualificazione, perché promuove pratiche più ecosostenibili e favorisce la creazione di ambienti più piacevoli da vivere, quali aree verdi, aiuole, giardini, percorsi pedonali, con benefici per tutta la comunità. Così anche nei giardini privati la rimozione delle superfici pavimentate permette di piantare alberi, arbusti e coltivare fiori. Piacevoli alla vista e armoniosi per l’anima. Questa pratica produrrebbe un arricchimento della biodiversità e un miglioramento della qualità dell’aria contribuendo a determinare un contesto domestico più salutare e gradevole. La rimozione del cemento nelle aree urbane contribuirebbe a creare città più salubri, ma richiede un’attenta valutazione e una precisa pianificazione per massimizzare i benefici e minimizzare gli effetti negativi attinenti ai costi di rimozione e alla gestione dei materiali di scarto. Tra i principali vantaggi consideriamo l’aumento della permeabilità del suolo a favore del deflusso naturale delle acque piovane riducendo il rischio di allagamento. Nella scelta delle specie vegetali da piantumare sarebbe opportuno favorire le piante autoctone che attirerebbero la fauna selvatica che fatica a sopravvivere in ambienti urbani.
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