Nel Lodigiano stress idrico e siccità minacciano coltivazioni e animali
L’ALLARME Coldiretti chiede di realizzare invasi per mettere da parte l’acqua
Lettura 1 min.Dal riso al mais, dai pomodori all’uva fino al latte: le ondate di caldo estremo che in questo 2026 sembrano susseguirsi senza precedenti a memoria d’uomo, stanno ogni giorno di più mettendo in difficoltà gli agricoltori. Raccolti e produzioni sono a rischio, i passaggi temporaleschi potrebbero non risolvere il problema, e in caso di eventi estremi potrebbero anzi causare gravi danni alle coltivazioni in crescita. È la preoccupazione diffusa nelle campagne, manifestata anche ieri (alla vigilia del nuovo tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica) dalla Coldiretti Lombardia. «Le coltivazioni in pieno campo – spiega l’organizzazione agricola – sono sottoposte a forte stress a causa delle alte temperature prolungate, ma preoccupa anche il continuo assottigliarsi delle riserve idriche a disposizione, con i grandi laghi che attualmente presentano percentuali di riempimento che vanno dal 17,9% dell’Iseo al 18,9% del Maggiore fino al 22,4% di quello di Como. Il lago di Garda è l’unico che al momento presenta ancora una percentuale di riempimento superiore al 60%. Tutto mentre il livello idrometrico del fiume Po a Cremona è ben otto metri sotto lo zero».
© RIPRODUZIONE RISERVATA