Licenziamenti alla Airpack di Ossago: lunedì il presidio dei sindacati - VIDEO

LAVORO L’azienda punta a lasciare a casa 40 dipendenti

Lettura 1 min.

Sindacati e lavoratori della Airpack di Ossago Lodigiano al fianco per scongiurare la chiusura dello stabilimento. Dopo l’annuncio shock di una settimana fa da parte dell’azienda, che ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per tutti i quaranta dipendenti, oggi dalle 14 alle 15 Cgil e Cisl incontreranno le maestranze in assemblea per fare il punto della situazione. E alle 15.30 organizzano un picchetto davanti ai cancelli, prima del successivo faccia a faccia con i rappresentanti della multinazionale belga Abrisio.

Leggi anche

«Anche se l’azienda ha già aperto la procedura, il sito produttivo e i lavoratori devono essere salvaguardati, per cui se non può più investire Abrisio su questa azienda, chiediamo che rimanga comunque l’unità produttiva e che magari venga venduta a qualcun’altro – riflette Stefano Priori, segretario generale della Femca Cisl -. Per questo chiederemo la cassa integrazione straordinaria, per far sì che entro un anno ci sia un possibile compratore, che sia un imprenditore o una società o una multinazionale che investe sul sito. Sarà questa la nostra richiesta principale, che rimanga la continuità lavorativa. Se non si chiamerà più Abrisio, si chiamerà con un altro nome, ma dobbiamo prenderci del tempo per far sì che ci sia questo passaggio. Il tentativo va fatto oltre che per le 40 famiglie coinvolte, anche per il territorio».

Condivide la stessa linea Morwenna Di Benedetto, segretaria generale della Filctem Cgil: «C’è sicuramente tanta amarezza, ma anche fiducia nel provare a far rivedere questa decisione all’azienda – dice -. Vogliamo che non scompaia una realtà così importante e produttiva del territorio, per cui abbiamo ritenuto opportuno invitare anche il sindaco al presidio, per coinvolgere tutte le parti possibili. La situazione è effettivamente molto delicata e sarebbe una grandissima perdita per il territorio, da un punto di vista occupazionale ma anche sociale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA