L’età media dei lavoratori è tra le più alte d’Italia

LODIGIANO La ricerca della Cgia di Mestre per il settore privato

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Nel 2024 l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato attivi in Italia è risultata di 41,91 anni, con un incremento di circa quattro anni rispetto al 2008. Nel Lodigiano è salita a 42,38 anni, una delle più alte a livello nazionale e la quinta più alta in Lombardia, dove la media è risultata di 41,70 anni. È quanto documenta sulla base dei dati Inps (gli ultimi disponibili, riferiti appunto al 2024) la Cgia di Mestre nel report diffuso sabato dal titolo “Operai e impiegati sempre più anziani”, nel quale si evidenzia come l’invecchiamento della popolazione non sia un tema solo demografico «ma anche un problema economico, soprattutto per le piccole e micro imprese», dato che «i lavoratori che vanno in pensione non sempre vengono sostituiti da giovani in numero sufficiente» e che «la carenza di manodopera riduce la capacità produttiva e rende più difficile presidiare ruoli chiave, soprattutto nei settori tecnici e manifatturieri».

La lente sul Lodigiano ci dice che nel 2024 su 60.014 dipendenti in attività del settore privato si sono contati 20.359 “over 50”, il 33,9% del totale: un’incidenza superiore a quelle registrate in Italia (32,7%) e in Lombardia (32,2%). E che solo in 36 province, sul totale di 107, l’età media dei lavoratori è risultata maggiore. Nella graduatoria nazionale ai primi posti figurano le province di Potenza (43,63 anni), Terni (43,61) e Biella (43,53). In Lombardia in testa ci sono le province di Mantova (42,52 anni, 25° posto a livello nazionale), Pavia (42,44 anni, 33° posto) e Varese (42,40 anni, 35° posto); seguono quelle di Monza Brianza (42,39 anni, 36° posto), Lodi (42,38 anni, 37° posto), Como (42,19 anni, 50° posto), Lecco (42 anni, 59° posto), Cremona (41,83 anni, 66° posto), Milano (41,46 anni, 85° posto), Brescia (41,39 anni, 88° posto), Bergamo (41,26 anni, 90° posto) e Sondrio (40,57 anni, 103° posto). «Senza un passaggio generazionale strutturato - annota la Cgia - molte piccole realtà produttive rischiano di perdere i traguardi che hanno raggiunto. L’invecchiamento, inoltre, ha effetti anche sull’innovazione: aziende con un’età media elevata tendono ad adottare più lentamente nuove tecnologie e modelli organizzativi».

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