La crisi dei negozi di vicinato,
svanite 402 attività in dieci anni

CONFESERCENTI Una proposta di legge per rilanciare il commercio

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Sostenere le attività di prossimità e contrastare il progressivo svuotamento economico e sociale di molti centri urbani: è la finalità della proposta di legge di iniziativa popolare promossa a livello nazionale dalla Confesercenti. Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di prossimità (ZESpro), ossia di aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potranno individuare per ospitare programmi mirati di rivitalizzazione delle attività di vicinato e nelle quali è previsto un regime fiscale di vantaggio con misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa. Un provvedimento auspicabile, sottolinea l’organizzazione, che servirebbe a fronteggiare «fenomeni di rarefazione commerciale che stanno svuotando centri urbani, quartieri e piccoli comuni, con effetti diretti sulla qualità della vita, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta del tessuto economico locale». Fenomeni purtroppo attuali anche nel Lodigiano, dove - come documentato dall’indagine diffusa lo scorso maggio da Nomisma, svolta in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare - tra il 2015 e il 2025 sono scomparsi 402 negozi di prossimità (alla fine dello scorso dicembre se ne sono contati 2.810 rispetto ai 3.212 di dieci anni prima).

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