La Biomar di Tavazzano verso il “capolinea”

LAVORO Mercoledì il primo incontro per l’esame congiunto della procedura di licenziamento collettivo

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Verso il capolinea Biomar, società del Gruppo Marchi che opera all’interno del perimetro della Inovyn (ex Elettrochimica Solfuri e Cloroderivati) a Tavazzano. Mercoledì si è tenuto il primo incontro per l’esame congiunto della procedura di licenziamento collettivo aperta 10 giorni fa dopo mesi di indiscrezioni e notizie non ufficiali. La Filctem Cgil chiede l’apertura della cassa integrazione straordinaria e l’attivazione di un tavolo per il ricollocamento dei 20 lavoratori che rischiano di restare a casa.

A inizio anno tra i lavoratori aveva cominciato a girare con insistenza la voce di una chiusura imminente del sito produttivo, ma senza che mai ci fosse stata una comunicazione formale o un confronto con il sindacato. Solo a fine febbraio, dietro insistenza della Filctem Cgil, si era tenuto un primo confronto nel quale la società aveva confermato di voler spegnere gli impianti tra marzo e giugno, per dare il via alla bonifica del sito e dare disdetta della locazione a partire dal 1 gennaio 2027. Anche dopo quell’incontro però, sono passati oltre due mesi senza che si sapesse nulla, con l’azienda che cercava però accordi individuali. A inizio maggio la proclamazione dello stato d’agitazione e quattro ore di sciopero hanno portato allo scoperto la società, che il 5 maggio ha aperto la procedura di licenziamento collettivo.

Mercoledì si è tenuto il primo confronto, durante il quale l’azienda ha ribadito di aver sempre tenuto informati i lavoratori della situazione critica che ha condotto alla decisione di chiudere il sito. La società si occupa di produzione e commercializzazione di prodotti per il trattamento delle acque e il recupero dei rifiuti industriali, segmento che non sembra in crisi anche se l’azienda ha dichiarato proprio di avere difficoltà di mercato. La Filctem Cgil, di Lodi e Brescia, ha richiesto l’apertura della cassa integrazione straordinaria, «quale strumento necessario a garantire una copertura occupazionale e salariale durante questa fase», e l’attivazione di un tavolo di ricollocamento con il coinvolgimento delle aziende del territorio, delle istituzioni e di tutti i soggetti competenti. «Abbiamo inoltre ribadito la necessità che il confronto prosegua in maniera trasparente, continua e responsabile, con l’obiettivo prioritario di salvaguardare tutte le professionalità presenti nel sito produttivo», si legge nella nota sindacale. Il prossimo incontro è in calendario prima della fine del mese.

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