La Baggi Die Casting ha avviato
la procedura per 4 licenziamenti

LODI La decisione come conseguenza della chiusura del reparto di pressofusione

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Stop alle attività di pressofusione dei metalli, rimodulazione delle lavorazioni meccaniche e della realizzazione stampi. La ditta Baggi Die Casting di via dell’Industria a Lodi, erede della storica Fonderia Baggi e della Mecgraf, ha comunicato ai lavoratori e ai sindacati l’avvio della procedura di licenziamento collettivo con richiesta di primo incontro. Gli esuberi individuati oggi sono sei su una forza lavoro che negli ultimi anni si era già asciugata fino a soli 14 addetti.

La società accusa una situazione di crisi fin dal 2022-2023, soprattutto a seguito dell’incremento dei costi delle materie prime e dell’energia seguenti alla guerra in Ucraina. Ciò ha portato nel 2024 a una flessione degli ordini e a un rallentamento del mercato, che ha portato l’azienda a un ridimensionamento del fatturato. Già l’anno passato la situazione di difficoltà era evidente e aveva portato all’apertura di una cassa integrazione straordinaria di 12 mesi, ammortizzatore sociale che è arrivato a scadenza lo scorso 23 marzo. L’azienda intanto era stata ammessa a una composizione negoziata della crisi d’impresa.

Oggi, la Baggi Die Casting ha dismesso del tutto il reparto di pressofusione, individuando quattro esuberi non altrimenti ricollocabili, mentre nel reparto delle lavorazioni meccaniche le attività si sono concentrate sul conto terzi, registrando quindi due esuberi. La ditta ha comunicato a lavoratori e sindacati l’avvio della procedura di licenziamento collettivo con richiesta di incontro per l’esame e la definizione della procedura stessa. Al momento non sono stati previsti interventi di mitigazione degli effetti sociali, ma l’azienda riconosce la possibilità di valutare l’accompagnamento alla pensione per lavoratori che ne abbiano i requisiti.

La questione non è stata ancora esaminata dai sindacati, ma offre già qualche spunto di riflessione sulle condizioni generali del lavoro nel Lodigiano, alle prese con diverse crisi nel settore chimico. «Il metalmeccanico però non se la cava molto meglio – dicono la segretaria della Fiom Cgil di Lodi Marialuisa Leoni e il funzionario sindacale della Fiom Cgil Massimiliano Preti -. Ci sono diverse situazioni critiche: abbiamo la crisi della General Ricambi e della consorella Ecode di Castiglione d’Adda, oggi registriamo questa riduzione di personale della Baggi Die Casting, ma creano preoccupazione anche la Halos di Casale e la Aartee di Graffignana, e nel corso dell’anno ci attendiamo un peggioramento della situazione generale».

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