CASALETTO Gruppo Menarini raddoppia e scommette sul personale
L’intenzione è di passare da 52 a 100 lavoratori
Casaletto
Il Gruppo Menarini punta e investe sul Lodigiano. Nello stabilimento Lusochimica di Mairano di Casaletto è stato sottoscritto l’accordo sindacale per far partire dalla settimana prossima il ciclo continuo in produzione, obiettivo dell’azienda è salire dagli attuali 52 dipendenti a circa 100. Lavoratori e Filctem Cgil soddisfatti, anche perché l’intesa porta con sé rilevanti condizioni economiche di miglior favore. Definitivamente alle spalle il passato come Euticals e del marchio Lodichem, con lo stabilimento che fu comprato dall’azienda farmaceutica italiana nel 2016 salvandolo dal rischio chiusura. Nella fabbrica si producono principi attivi.
L’accordo sul ciclo continuo è stato siglato nella giornata di giovedì in una riunione tra azienda, Rsu e segretario territoriale della Filctem Cgil Morwenna Di Benedetto. «È stato un percorso iniziato in un periodo particolare, con la comunicazione ufficiale arrivata subito prima delle vacanze estive, e questo ha reso i lavori di contrattazione e consultazione dei lavoratori sicuramente più difficili – spiega il segretario della Filctem Cgil di Lodi Morwenna Di Benedetto -. Con una grande organizzazione e un forte senso di responsabilità da entrambe le parti del tavolo, però, è stato raggiunto un buon accordo sul ciclo continuo, che partirà in fabbrica già lunedì prossimo 9 settembre». Dopo due settimane di incontri e assemblee con i lavoratori, i dipendenti hanno espresso un voto favorevole all’unanimità. «Siamo soddisfatti dell’intesa – conclude Morwenna Di Benedetto -. Le condizioni economiche di miglior favore sono tante, e non possiamo che manifestare la piena soddisfazione per l’esito della contrattazione. Inoltre, questo impegno della società è un riconoscimento della volontà di puntare e investire sul Lodigiano, e di riuscire a crescere nell’occupazione, passando dai 52 dipendenti a circa 100, anche in un territorio come quello lodigiano con tanta competitività. È ovvio che l’avvio di una nuova organizzazione del lavoro richiederà necessariamente un monitoraggio e un’analisi costanti e attenti che, in un’ottica collaborativa e partecipativa, potranno solo contribuire a migliorare quello che per noi rappresenta oggi un accordo di partenza»
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