Artigiani, tengono fatturato e forza lavoro ma preoccupa l’accesso al credito
I dati dell’indagine economica sul 2022 e gli scenari 2023
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Buoni segnali dalla tenuta del fatturato e della forza lavoro, grande preoccupazione per l’accesso al credito. È quanto emerge dall’indagine economica di Unione Artigiani della Provincia di Lodi, con gli andamenti 2022 e le previsioni 2023, svolta a gennaio con un questionario rivolto agli iscritti.
Nonostante le incertezze dell’anno passato, solo il 21,9 per cento ha dato riscontro di un fatturato in calo nel secondo semestre 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per il 34,4 per cento è rimasto stabile, e addirittura per il 43,8 per cento è cresciuto. Anche per il 2023 le previsioni indicano una situazione simile, con solo il 25 per cento del panel che ritiene diminuirà, il 62,5 per cento stabile, il 12,5 in crescita. Oltre il 90 per cento degli intervistati crede che l’andamento del personale impiegato a qualsiasi titolo nelle imprese artigiane di Lodi resterà stabile, e nessuno prevede di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Oltre il 62 per cento delle imprese non rinvierà investimenti programmati, e nel semestre appena concluso nessuno li ha diminuiti: per il 68,8 per cento che non li ha fatti, oltre il 31 per cento delle imprese li ha mantenuti stabili o aumentati.
A oggi i timori maggiori sono ancora il caro energia per il 54 per cento e il rincaro dei prezzi di materie prime per il 42 per cento. Solo il 17 per cento considera un ostacolo l’accesso al credito, ma già il 28,1 per cento rileva che le condizioni del credito sono meno favorevoli che in passato, soprattutto per i tassi d’interesse più onerosi (51 per cento) e per le maggiori garanzie richieste (48 per cento).
«Dall’analisi emerge una situazione in cui si naviga ancora a vista, con una tenuta di fatturato e forza lavoro, e all’orizzonte le prime avvisaglie del pericolo di un accesso al credito difficoltoso – spiega il segretario generale Mauro Sangalli -. Un’ulteriore preoccupazione, non registrata nell’indagine, è quella delle competenze della forza lavoro, per cui abbiamo ripreso con intensità il lavoro nelle scuole per orientare i ragazzi verso gli effettivi bisogni».
L’attenzione è alta sul fronte del credito. «Finora le imprese hanno avuto a che fare con bollette e materie prime, ma temiamo fortemente che i prossimi mesi possano essere caratterizzati dall’inasprirsi delle condizioni del credito – commenta Nicola Marini, presidente di Unione Artigiani -. Questo sia per i livello dei tassi, sia per le garanzie, nonostante la disponibilità del nostro sistema Confidi per supportare le imprese».n
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