Acque agitate in Star Mobility: dopo i disagi arriva lo sciopero

Mobilitazione della sigla autonoma Faisa-Cisal

Acque agitate in Star Mobility: dopo i disagi arriva lo sciopero

Trasporto pubblico locale, tensione sind acale in Star Mobility, si va verso lo sciopero. Ieri la sigla autonoma Faisa-Cisal ha comunicato l’attivazione della prima fase di sciopero nei servizi pubblici che prevede due tentativi di raffreddamento prima di arrivare all’astensione dal lavoro. I lavoratori comunque non incroceranno le braccia almeno fino alla seconda metà del mese di novembre.

È la lunga coda della fusione da tre società in una, da quando nella primavera scorsa Star (Lodi, Pavia e Sudmilano), Line (Lodi e Vigevano) e Pmt (Milanese e pavese) sono diventate Star Mobility. Dopo una lunga trattativa sindacale, a inizio maggio si era raggiunto l’accordo sulla parte normativa con l’armonizzazione dei contratti. «Già è stato quello un passaggio difficile e con diversi sacrifici, ma l’abbiamo chiuso – spiega Giuseppe Iamundo, segretario Faisa-Cisal di Lodi -. Sul tavolo sono rimaste però numerose questioni aperte. Abbiamo atteso perché ci rendiamo conto della delicatezza del tema, soprattutto per le ricadute sull’utenza. Però in tutti i tavoli abbiamo sempre detto che ognuno deve prendersi la propria responsabilità, è da maggio che andiamo avanti senza risposte, e l’azienda non sta tenendo fede ai patti. Da qui la decisione, dolorosa, di arrivare all’ultima forma di protesta. Dispiace per l’utenza, se arriveremo allo sciopero, ma non ci sono più alternative».

L’elenco dei nodi irrisolti è lungo: si va dal riconoscimento economico delle trasferte e dei trasferimenti arretrati alla quota di premo di risultato non riconosciuta agli ex dipendenti Line, dagli arretrati sulla reperibilità ex Star al riconoscimento dell’uso del proprio telefono per esigenze di servizio, dal riconoscimento degli errori nelle retribuzioni ai giorni di riposo, al mancato riconoscimento delle ferie e molti altri aspetti operativi. Inoltre, il sindacato aveva chiesto l’elenco delle assunzioni con relativi parametri e l’organigramma sindacale, mai fornito dall’azienda. Le tensioni sindacali alla base di questa protesta hanno influito anche sul servizio erogato, perché da tempo, stante la carenza di autisti, molti dipendenti avevano smesso di dare la loro disponibilità alle coperture di doppi turni o di corse extra-turno in straordinario, con cui in precedenza si riusciva a far fronte alle lacune nella forza lavoro.

Ora la procedura prevede un primo tentativo di raffreddamento direttamente con la società, qualora non andasse a buon fine sarà convocato un tavolo prefettizio di raffreddamento. Se anche in quella sede non ci saranno riscontri, il sindacato potrà stabilire la data dello sciopero, comunque non prima di una ventina di giorni. L’eventuale, probabile, astensione dal lavoro sarà tra fine novembre e inizio dicembre.

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