Cultura / Basso Lodigiano
Martedì 13 Gennaio 2026
Vita e malattia in Bianco, un racconto crudo e poetico ambientato tra i letti di un ospedale
TEATRO Applausi e commozione per lo spettacolo andato in scena al Rossi di Casalpusterlengo
“Lo sai qual è la prima cosa che si decompone quando si muore? Gli occhi. Per questo bisogna riempirli di meraviglia finché è possibile”. Crudo e poetico nello stesso tempo: lo spettacolo “Bianco” è proprio così, un dialogo a due incalzante, realistico e schietto ma anche commovente e surreale. Tutto in perfetto, emozionante equilibrio, grazie anche alla cifra dell’ironia e del sorriso che accompagna l’evolversi della narrazione. Chapeau. Applausi meritatissimi, dunque - e ne sono risuonati di fragorosi venerdì sera al teatro comunale Carlo Rossi di Casalpusterlengo - per questa drammaturgia che affronta in maniera contemporanea e mai banale il tema del tempo, fattore ancor più prezioso quando nella propria esistenza irrompe imprevista la malattia. Così è accaduto a Lucio e Mia (gran talento quello confermato anche a Casale dagli attori Giuseppe Tantillo e Valentina Carli, lui anche autore e regista dello spettacolo) che si incontrano nel reparto oncologico di un ospedale, il tumore nei polmoni di lui e nel seno di lei. Il loro, da subito, è un incontro-scontro: lei irriverente e cinica, spesso aggressiva, sicuramente combattiva, lui più riflessivo e introverso, agganciato già ai ricordi ma che “nel riuscire a diventare vecchio” ha il suo desiderio più grande. Passato, presente, futuro: il tempo, nelle sue dimensioni, è davvero il grande protagonista di “Bianco”; tempo sospeso nelle attese e nei ricoveri negli ospedali, tempo da non sprecare nelle possibilità di vita che l’esistenza concede. Ci si affeziona ai personaggi di Lucio e Mia che, da perfetti sconosciuti che erano, finiscono per legarsi sempre più, arrivando a immaginare - ma in parte anche a vivere - una vita insieme (quanta emozione nella scena che li vede, con parrucca grigia, fingersi anziani, raccontandosi una immaginaria esistenza a due, con tanto di matrimonio, figlio e nipotini). Produzione Binario Vivo/Accademia Perduta Romagna Teatri/Teatri Molisani, “Bianco” è spettacolo che non “addolcisce pillole” ma che omaggia sempre - e nonostante tutto - la vita. Non è un caso che la pièce finisca con Lucio e Mia a ridere insieme a crepapelle dopo l’ennesimo, macabro, scherzo di lei (che si finge morta per far spaventare e prendere in giro Lucio). Risate e vita, nonostante la malattia che condiziona il tempo dell’esistenza.
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