Un viaggio nella vecchia Milano con Claudio Sanfilippo e i grandi maestri
LODI AL SOLE Da Jannacci a Gaber, una serata in compagnia di brani indimenticabili
Lettura 1 min.C’è quello che “faceva il palo nella banda dell’Ortica”, quell’altro che andava a Rogoredo a cercare “i suoi danée”, il Cerutti Gino che “lo chiamavan drago” e quello che stava a San Vittore “a ciapà i bott” perché non voleva parlare con il commissario e smascherare i suoi compagni. In poco più di un’ora e mezza, venerdì sera in piazza della Vittoria a Lodi, Claudio Sanfilippo ha dipinto una galleria di personaggi diventati leggendari. Sguerci, reietti, ladruncoli, ma anche romantici e sognatori, accomunati da una “milanesità” ormai perduta.
Sanfilippo, protagonista dello spettacolo “Milano 900 – Canzoni intelligenti” inserito nel cartellone di Lodi al sole, non è solo un raffinato cantautore (anche se la prima definizione sarebbe quella di milanista): è una sorta di “archeologo” della musica, uno studioso della canzone popolare milanese.
Il cuore del concerto si è sviluppato attorno a brani iconici dei grandi maestri della scuola meneghina, da Gaber a Jannacci passando per Strehler e Walter Valdi, autore forse poco conosciuto ma che ha lasciato un grande segno. Di Valdi, Sanfilippo ha letto anche un passo toccante, La ringhiera, ricordo di quelle case milanesi degli anni Cinquanta e Sessanta in cui tutti si conoscevano e che rappresentavano una comunità, al contrario dei condomini attuali, spesso ricettacolo di tante solitudini. Non sono mancati gli omaggi in musica: La busa noeuva, satira in milanese su burocrazia e disservizi, e Faceva il palo, brano che Valdi scrisse e il grande Enzo Jannacci portò poi al successo. Tra una canzone e l’altra, Sanfilippo ha raccontato aneddoti, spesso ironici, sulla Milano d’antan e i suoi protagonisti.
In repertorio non poteva mancare Gaber, citato con La ballata del Cerutti, e ancora Jannacci, omaggiato con uno dei suoi pezzi più celebri, Vengo anch’io, no tu no, e poi con Ti te se no, che Sanfilippo ha definito «la mia canzone preferita». Nel mezzo l’immancabile Ma mi, una delle canzoni della “mala” che fu interpretata, tra gli altri, dall’indimenticabile Ornella Vanoni, e alcuni brani di Sanfilippo, come La notte di San Lorenzo, Stile libero (interpretata poi anche da Mina) e l’ironica Milan, Coppi, Guzzi e Alfa Romeo.
Tra il pubblico anche lo scrittore lodigiano Andrea Maietti, che Sanfilippo ha salutato e omaggiato con Oro sulla neve, dedicato a due grandi personaggi della Milano che fu: Gianni Rivera, per anni golden boy del Milan, e Beppe Viola, maestro d’ironia e di giornalismo sportivo. Un applauso anche agli altri musicisti sul palco: Val Bonetti alla chitarra, Rino Garzia al contrabbasso e Marco Brioschi alla tromba.
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