Telekommando

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Nel caos mediatico – televisivo che la cronaca ogni giorno alimenta in un incessante cortocircuito che distoglie (talvolta infastidisce) da ciò che è veramente importante. Di problemi se ne hanno già troppi ed elencarli o farseli elencare sono esercizi che fanno per lo più male e non agli occhi. Poi, in tv non fanno che amplificarsi a dismisura. Molto più dei social. In tanti dimenticano che la popolazione italiana è molto in avanti con gli anni e non considerano l’analfabetismo tecnologico di costoro. Tanto vale - ogni tanto s’intende – volger lo sguardo a programmi che privilegiano l’intrattenimento intelligente. La piattaforma di Discovery ne propone alcuni tra cui “Matrimonio a prima vista” che in chiaro si può vedere su Real Time. Quest’anno, dopo ben venti edizioni e anni magri con più separazioni che unioni, finalmente da parte degli esperti si è raggiunto il massimo dei risultati con la maggior parte delle coppie restate sposate e decise a continuare il menage coniugale. Ad aggiungere ulteriore risultato a quello già conseguito, è andato in onda uno speciale “L’amore continua” che ha ospitato alcune coppie del passato che sono rimaste non solo sposate, ma hanno avuto figli e sono cresciute “culturalmente” insieme. Questo a dimostrazione che l’esperimento – così lo chiamano di continuo sia i tre esperti che le stesse coppie - di far conoscere e maritare due sconosciuti può funzionare e proseguire nel tempo. La questione più interessante che “Matrimonio a prima vista” propone, al di là del format televisivo, è che in fondo in fondo l’amore può nascere anche da due vite diverse tra loro, provenienti da ambienti differenti e anche da classi sciali apparentemente incompatibili. I fattori che determinano gli abbinamenti sono altri. Al pari delle caratteristiche e non sempre è facile metterli insieme. I match sono difficili come fare un terno al lotto e quando i numeri escono non è solo un successo per la trasmissione (cosa effimera come è un po’ tutta la tv e lo spettacolo in genere che ha nella finzione il suo più alto grado di verità. Altra contraddizione), ma per chi si è messo in gioco, senza sapere forse nemmeno il perché. ( Fabio Francione )

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