Nei necessari e indispensabili vuoti dettati dal bisogno di evitare i negozi quotidiani, cioè le attività d’ogni giorno con le sue molteplici e sfinenti incombenze, lavorative, familiari, persino nella fatica di ridisegnare il proprio tempo libero, la tv agostana quei tempi morti riesce a dribbarli con l’astuzia di chi sa vendere il proprio prodotto. A nulla servono i diktat dei prossimamente che affolleranno i palinsesti ufficiali delle reti maggiori. L’Autunno – Inverno televisivo riserverà sorprese? Questa è la domanda, forse anche un po’ retorica se si va a vedere che praticamente il tutto dell’anno precedente, almeno per quanto riguarda l’intrattenimento, i talk-show, i game e i reality, è riproposto “tale e quale”. Tanto per fare il verso a una trasmissione fortunata. Mai però quanto “Temptation Island”. Qui, il travestimento è stato (e sarà ancora?) nella capacità mimetica degli autori di indirizzare il format verso soluzioni che , forse, neanche loro sono riusciti del tutto a prevedere. Anche, se pianti e corsette non mancheranno più, ormai assunti a cifra stilistica imprescindibile. Anzi, sono i veri turning point, punti di svolta, delle storie e storielle sentimentali del programma. Però, il reality della Fascino, è andato in onda nell’ultimo scampolo di stagione e ha dettato i tempi d’avvicinamento proprio a quel vuoto evocato in apertura. Un tempo riempito e lo si sta vedendo proprio in quest’ultima settimana da repliche su repliche. Di tutto un po’. Nessun canale è esente da quello che Arbore chiamava come utilizzo, in sé anche virtuoso, “di tagli ritagli e frattaglie” come se la tv fosse qualcosa che s’avvicina a un quarto di bue. Di certo, c’è il cinema e qualche serie a tener desta l’attenzione. Ma, anche in questo caso sono recuperi di magazzino o spacci di cosiddetti classici. Insomma, la tv d’agosto non si spegnerà, né non si potrà vedere. Il suo uso sarà piuttosto quello di iper-intrattenere in quello che una volta si diceva sguardo distratto, però oggi affinato dal rimpiattino dei social. Quindi, commentabile. A piacimento. (Fabio Francione)
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