Siamo serial, Blanca 3

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Blanca non è e non vuole essere una supereroina. Si accontenta di essere una donna che quando cade si rialza, proprio come l’ha descritta il regista della prima stagione, Jan Maria Michelin. Adesso che la serie tv Rai è arrivata al terzo capitolo, la protagonista, una strepitosa Maria Chiara Giannetta, consulente non vedente della polizia, si ritrova ad avere molte più responsabilità, soprattutto personali (meglio non indicare quali, per evitare spoiler).

«Non la considero una supereroina – afferma l’attrice che le dà il volto -. Blanca è una ragazza che vuole crescere, che deve superare dei limiti emotivi. È una persona piena di armature, che è troppo concentrata su se stessa. La cecità è il motore che le permette di rialzarsi.Blanca non ha paura della tempesta, ma in questa stagione dovrà imparare a stare sotto la pioggia insieme agli altri».

È indubbio che Maria Chiara Giannetta sia migliorata a tal punto da riuscire a interpretare in modo autentico la disabilità. Il suo mondo è buio, ma la sua personalità sprigiona colori ovunque; inoltre, per affrontare il mondo ha potenziato tutti gli altri sensi. C’è uno spazio dentro di lei in cui la sua mente immagina e interpreta la realtà che la circonda con uno stile a metà tra surrealismo e poesia, in questo si nota il tocco del regista della terza stagione Nicola Abbatangelo. Sullo sfondo una Liguria mozzafiato, con i caratteristici caruggi, gli scorci sul mare e l’architettura elegante.

Blanca non ha la pretesa di essere un crime ad alta tensione, sarebbe sbagliato giudicare la terza stagione e l’intera serie tv partendo da questo presupposto, l’elemento romantico e leggero e “rosa” è infatti evidente, come dimostra il legame tra la protagonista e il poliziotto Liguori (Giuseppe Zeno): entrambi testardi e orgogliosi, non hanno mai davvero affrontato i propri sentimenti.

Anche quando la trama si rivela scontata, Blanca non perde la sua forza, dimostrando che si può essere felici anche quando... incasinati, un sentimento capace di rinfrancare lo spettatore, alle prese con le difficoltà di tutti i giorni e con le incognite del futuro. L’autoironia è l’arma che le permette di superare gli ostacoli, insieme alla sua incrollabile energia, i suoi limiti non sono i limiti una non vedente bensì quelli di tutti esseri umani.

Il suo successo, firmato Lux Vide e Rai Fiction, ha varcato i confini dell’Italia conquistando una cinquantina di paesi, tra questi il Canada e l’India.

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