MUSICA «Porto in scena al Nazionale il capolavoro dei Pink Floyd»
Mauro Ghilardi vive a Salerano (e ha studiato a Lodi) e suonerà venerdì sul palco di Milano
Lettura 1 min.Dalla piccola palestra della scuola al grande palco del Teatro Nazionale di Milano per suonare i pezzi dei Pink Floyd. La passione e lo studio del sintetizzatore e della tastiera hanno permesso a Simone Mauro Ghilardi, 28 anni, milanese di nascita e lodigiano di adozione, di percorrere un lungo viaggio musicale. «Quando a 6 anni ho iniziato a suonare nella mia cameretta – racconta il musicista di Salerano - internet era agli albori e mi basavo sui dischi che avevano in casa i miei genitori. Ascoltavo sempre il pioniere dell’elettronica Jean-Michel Jarre. Poi un giorno, ero in quarta elementare, mi sono presentato alla maestra dicendo che volevo fare un concerto a scuola. Lei rimase un po’ shockata ma per me tutto è iniziato lì».
Ghilardi, insieme a 10 musicisti per la regia di Marco Rampoldi, si esibirà venerdì sera sullo storico palcoscenico milanese di piazza Piemonte in “The Dark Side of the Moon 50°”, riproposizione del capolavoro del gruppo inglese senza però cadere nella logica della tribute band.
«Questo disco uscito nel 1973 è una pietra miliare nella storia della musica moderna e contemporanea e mi ha aperto al mondo del rock. Ho accettato subito di far parte del progetto perché uno dei desideri che avevo nella vita era suonarlo dall’inizio alla fine. Il primo concerto che abbiamo fatto è stato a Tradate un anno fa, poi sono arrivate le esibizioni da tutto esaurito al teatro No’hma di Milano e al Maggiore di Verbania. Siamo un gruppo giovane (il 22enne frontman Pietro Bombardelli è nato a Lodi e vive da sempre a Pavia), e siamo migliorati come persone, non solo come musicisti. Ora suoneremo al Nazionale: è emozionante vedere le locandine del concerto in giro per la città. L’adrenalina sta salendo al pari dei biglietti venduti. Tra il pubblico poi ci saranno alcuni miei ex professori del liceo linguistico Maffeo Vegio di Lodi». Per continuare a crescere come musicista oggi Ghilardi si paga gli studi lavorando in un pub. «Quando ero alle scuole medie Cazzulani al pomeriggio studiavo pianoforte e in prima superiore frequentavo un corso di tastiere moderne all’Accademia Gerundia. Poi ho iniziato a suonare in vari gruppi lodigiani e a scrivere brani mentre lavoravo in ufficio». Al 2021 risale la partecipazione a un open day del Cpm, la scuola di musica di alta formazione fondata da chitarrista ex PFM Franco Mussida. «Ho capito che era il mio mondo: dovevo concentrarmi soltanto sullo studio del pianoforte e delle tastiere. Superata la selezione quasi non ci credevo». Il Teatro Nazionale può essere la nota di attacco, non di chiusura. «Nel 2025 cadranno i 50 anni di “Wish you were here”, altro mitico album dei Pink Floyd…». Perché non continuare il viaggio musicale?
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