Milano Musica: lontananze creative tra Novecento e oggi

IL FESTIVAL In programma fino al 6 giugno nei luoghi iconici di Milano.

Milano

Domenica 26 aprile con il doppio concerto, mattutino e pomeridiano al Ridotto Toscanini del Teatro alla Scala, dei Quartetto Nous e Trio di Parma, è entrato nel vivo il Festival Milano Musica che, per poco più di un mese, fino al 6 giugno, animerà alcuni dei luoghi musicali più iconici e performativi del capoluogo lombardo. A partire proprio dal Teatro alla Scala e finire all’Hangar Bicocca, passando per il Conservatorio Verdi e i teatri Gerolamo, Elfo Puccini, Arsenale. Il programma completo è scaricabile dal sito milanomusica.org. Dunque, giunto alla sua 35a edizione, il festival guidato da Cecilia Balestra e fondato da Luciana Pestalozza, ha approntato un programma che sin dal titolo di “Lontananze creative” incrocia in due focus, dedicati rispettivamente a Morton Feldman e a Gyorgy Kurtag, una serie di novità, nuove commissioni e prime esecuzioni che giustificano quel “percorsi di musica d’oggi”, da sempre sommario di indirizzo per la scoperta o riscoperta di compositori e musiche che affondano le radici nelle varietà stilistiche del ‘900. Se i primi due concerti hanno evidenziato ad ampi passi ciò che si ascolterà nei prossimi, vi è da osservare che le scelte operate dal Quartetto Nous nell’accostare agli aforistici “microludi” di Kurtag un capolavoro con il Quartetto Sonata a Kreutzer di Janacek sono state sorprendenti tanto quanto far precedere lo straordinario e “militante” Quartetto n. 2 Dies irae. Agli innocenti del mare di Adriano Guarneri (presente il compositore a cui il pubblico ha tributato numerosi applausi) dalle Glosse di Luciano Berio. Di tutt’altro tenore il programma del Trio di Parma alle prese con il lunghissimo Trio di Feldman. I prossimi appuntamenti vedono già stasera, ore 20, Chiesa di Sant’Angelo, l’organista Thomas Ospital eseguire brani di Messsiaen, Guillou, ancora di Kurtag e chiudere con una personale “improvvisazione”. Mentre Martedì 28, nuovamente protagonista sarà La Scala. Alle 18.30 al Ridotto Toscanini, Lorenzo e Anna Gentili – Tedeschi, violino del citato Nous e pianoforte, incastreranno in un programma dedicato a Stefano Gervasoni (c’è anche la prima esecuzione assoluta di Ariette quasi retrouvée) la Sonata di Janacek. La sera, alle ore 20, nella sala Grande, il pianista Filippo Gorini si districherà abilmente tra Beethoven e Schumann portando all’attenzione del pubblico due prime esecuzioni in Italia: Klavierstuck di Beat Furrer e la Sonata di Gervasoni, vero trait-d’union tra le due esibizioni.

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