Lodi, l’ultimo giallo di Paolo Gorini: ai piedi del monumento c’era una cancellata liberty scomparsa nel nulla

ERA DEL MAESTRO MAZZUCOTELLI Nessuno l’ha più vista dopo la guerra

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Il corpo incurvato dal peso degli anni e della scienza, lo sguardo torvo, quasi svuotato, che rapisce. Tutti i lodigiani riconoscono il monumento a Paolo Gorini, “mago di Lodi”, scienziato e imbalsamatore di due secoli fa, noto in tutto il mondo per i suoi preparati anatomici. Eppure, c’è un particolare di questo complesso, in piazza Ospitale, che molti ignorano, ma che offre uno spaccato interessante non soltanto sulla storia della città, ma anche su quella di un’Italia ormai tramontata. Per realizzare il monumento, nel 1896 fu indetto, dall’allora Comune di Lodi, un concorso pubblico. Alla gara parteciparono cinque artisti , Pasquale Joli, Eugenio Pellini, Primo Giudici, Alessandro Laforet e Riccardo Roncoroni: complessivamente vennero presentati quattordici bozzetti, e la commissione preposta premiò quello di Primo Giudici. A lui venne affidato il compito di costruire la statua che oggi vediamo stagliarsi in marmo di carrara sulla piazza. Come documentato nelle cartelle dell’archivio storico comunale (e riportato nel libro La pietra e la cenere , di Angelo Stroppa), poco dopo, e qui viene la parte che ci interessa oggi, l’amministrazione decise «a difesa e decorazione dell’opera monumentale, di affidare l’incarico della realizzazione di una preziosa cancellata ad Alessandro Mazzucotelli, artigiano-artista battiferro molto conosciuto ed apprezzato anche in città». Mazzucotelli, nato a Lodi nel 1865 e morto a Milano nel 1938, è stato un artista particolarmente apprezzato per le sue decorazioni in ferro battuto: un esempio in città sono le farfalle della tettoia di via Garibaldi, ma ci sono suoi lasciti in tutto il mondo, persino in Messico, sue sono le porte del teatro della capitale. L’artista realizzò la cancellata, un parapetto dalle linee eleganti e sinuose, molto delicato nella foggia, a protezione della statua e del suo basamento. Quel parapetto, tuttavia, non esiste più.

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