LIBRI La collezione di Parisio: la storia di una passione per la pittura lodigiana

Il catalogo pubblicato da PMP racconta una vicenda di salvaguardia di opere del nostro territorio

Succede che una raccolta d’arte diventi sostanza di una pubblicazione, e che dalle pareti di una casa antica i quadri si rispecchino nelle pagine di un libro: un libro-catalogo, nel quale le riproduzioni delle opere diventano il punto di partenza per un approfondimento intorno all’arte lodigiana, dagli ultimi decenni del XIX secolo a tutto il primo cinquantennio del successivo. È il caso della collezione di Fabio Parisio, suggellata nel volume pubblicato da PMP che in 148 pagine riproduce tutte le novantuno opere, di trentasei autori, con le quali il collezionista di Orio Litta ha risposto all’interesse per la pittura del territorio.

Dipinti divenuti oggetto di un approfondimento critico-bibliografico, attraverso le schede che ne accompagnano le riproduzioni; ma anche occasione di argomentazione intorno a quanto è accaduto in arte nel territorio che dalle rive del Po giunge ai confini con il Milanese. “La collezione Fabio Parisio. Una passione per la pittura lodigiana tra ’800 e ’900” il titolo del volume introdotto dalla presentazione del direttore di “Il Cittadino”, Lorenzo Rinaldi, curato dal protagonista e realizzato in collaborazione con la nostra giornalista Marina Arensi, che firma il saggio principale dove si tratteggia la vicenda storico-artistica chiarendo il senso della raccolta, nell’excursus tra autori e opere: dall’ ’800 di Angelo Pietrasanta di Codogno e di Mosé Bianchi da Mairago, passando poi attraverso autori come Belloni, Zaninelli, Spelta e Vajani solo per citarne alcuni, e senza dimenticare i meno noti, si giunge a ricerche proiettate nella seconda metà del ’900. Una ricognizione estesa agli autori extralocali che hanno intrattenuto rapporti con il Lodigiano tra i quali Vittore Grubicy de Dragon: suo uno dei dipinti più importanti dell’insieme. A emergere è la storia di una passione, la cui genesi familiare è raccontata dallo scritto dello stesso Parisio, e ripresa nelle parole di Walter Pazzaia. A firmare le schede critiche sono invece Arensi e lo stesso Parisio che, concluso il percorso lavorativo come direttore di banca, è divenuto perito di pittura lombarda dell’800 dopo la frequenza per cinque anni ai corsi di “Arte antiquaria” a Milano. Di Arensi anche le biografie degli artisti, completamento a un’opera che riporta l’attenzione sul fondamentale ruolo del collezionismo nella salvaguardia dell’arte, aggiungendo qualche pagina nuova al racconto di quella della nostra terra.

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