L’amore di Pasolini per Sant’Angelo: «Qui trovò i luoghi della sua infanzia»

CINEMA Il regista Roberto Figazzolo ha rintracciato persone e luoghi dei film Edipo Re e Teorema

Sant’Angelo è Pasolini, Pasolini è Sant’Angelo. O almeno, il connubio è stato in essere per un particolare periodo di tempo alla fine degli anni ’60 del secolo scorso quando, e forse non sono in molti a saperlo, l’istrionico scrittore, regista e drammaturgo italiano, trovò negli scorci e nelle persone della comunità barasina quel Friuli rurale che tanto aveva amato da bambino. È proprio questo insolito rapporto che intercorre tra il Pier Paolo nazionale, morto in circostanze misteriose nel 1975, e Sant’Angelo Lodigiano che, a 50 anni dalla scomparsa di Pasolini, ha voluto indagare il regista e critico cinematografico Roberto Figazzolo, il quale perlustrando la città e i suoi abitanti è riuscito a rintracciare comparse e luoghi che sono entrati a far parte di Edipo Re e Teorema , due delle principali opere cinematografiche realizzate da Pasolini tra il 1967 e il 1968. Di Pasolini e del suo rapporto con la città, attraverso i due documentari prodotti da Figazzolo e con protagonisti i testimoni e le comparse di un tempo, s’è parlato venerdì sera nella sala Lydia di piazza Bolognini. Un appuntamento molto partecipato, moderato dal giornalista Valerio Esposti e aperto da Figazzolo che ha illustrato perché Sant’Angelo è stato l’ambiente perfetto per i lungometraggi di Pasolini. «Qui ha trovato i luoghi della sua infanzia - ha spiegato Figazzolo -. Tutto si deve ad un suo cugino a cui chiese quali luoghi del nord Italia potessero essere consoni ad ospitare alcune proiezioni per i suoi film. La scelta ricadde su Sant’Angelo». Parte di Edipo Re , il prologo e l’epilogo sono stati girati con comparse barasine e in luoghi caratteristici della città, come in via Cairoli (dove Pasolini aveva anche alloggiato insieme alla sua troupe all’albergo ristorante La Lampara durante le riprese), oppure casa Corsi, piazza Caduti (che nella finzione cinematografica diventerà la casa del parto) e il cortile e il palazzo di casa Gnocchi, in via Cavour. La parte centrale del film è invece stata girata in Marocco. Il prof Figazzolo è andato ad intervistare alcune delle comparse, ragazzini a quel tempo, chiedendo loro come si sono trovati a lavorare con Pasolini, che persona era, se il film fosse poi piaciuto oppure no. Quindi la seconda produzione di Teorema , del 1968, dove compaiono scorci del vecchio ospedale, oggi sede comunale, con il monumento a don Nicola, lo sfondo dell’abside della Basilica, la trattoria Il Circolino e la facciata dell’istituto delle Suore di Madre Cabrini.

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