L’amicizia tra il barasino Sergio Secondiano Sacchi e Francesco Guccini

MUSICA C’è un tilè santangiolino dietro la canzone “Sulla strada”

Lettura 1 min.

Una lingua inventata, un venditore ambulante santangiolino e l’amicizia tra Francesco Guccini, gigante della canzone d’autore scomparso pochi giorni fa, e Sergio Secondiano Sacchi, artista barasino e anima del Club Tenco. È una storia curiosa e poco conosciuta che riaffiora dai ricordi di Francesco Buttà, fondatore di Galeatica, agenzia di marketing e casa editrice di Sant’Angelo. Il nome Galeatica lo si deve proprio a Sacchi e, in qualche modo, anche a Guccini: « Il Galeatico non era soltanto una lingua inventata – racconta Buttà -. Era un gioco serio. Un esercizio di intelligenza, ironia e complicità culturale che Sergio e Guccini hanno coltivato per anni in una corrispondenza privata. Si firmavano come “ricercatori della lingua galeatica” e, con apparente rigore filologico, sostenevano che Dante, Boccaccio, Shakespeare e molti altri classici non avessero fatto altro che copiare e tradurre – male – da un presunto testo originario in Galeatico». Il Galeatico era un impasto impossibile e affascinante: latino, greco, inglese, lombardo, emiliano, con incursioni in francese e tedesco. Guccini diventava Littlegucc. Roberto Vecchioni era Geronbig. «In quegli stessi anni stavo aprendo una casa editrice. Avevo chiesto a Sergio un nome che non significasse nulla. Non volevo un’etichetta tradizionale, non volevo nemmeno che contenesse la parola “edizioni”. Sergio mi rispose con semplicità: “Chiamala Galeatica”». E così fu. « Solo qualche giorno dopo Sergio mi spiegò che stava pensando di “ufficializzare” per la prima volta il Galeatico in una pubblicazione del Club Tenco, il libretto “Schizzi e Palmizzi”, realizzato in occasione del convegno “Fumetti e canzone d’autore”, con la collaborazione di Vincenzo Mollica. Il nome della mia casa editrice e la lingua inventata trovarono così, nel 1984, un punto di contatto reale, quasi una nascita parallela». Ma questa storia riserva pure un inatteso capitolo dedicato ai leggendari “tilè” santangiolini. L’amicizia tra Guccini e Sacchi sfociò, nel 2008, anche nella pubblicazione di un brano, “Sulla strada”, storia vera di un venditore ambulante barasino di nome Giuanèla che vendeva tele, lenzuola e tovaglie portandoli sul portapacchi della sua bicicletta. Passò la vita pedalando e morì settantenne mentre svolgeva il suo lavoro. La canzone si trova nell’album “Pan Brumisti - Quelle piccole cose - Club Tenco 2008” cantata da Francesco Guccini, mentre testo e musica sono opera di Sergio Secondiano Sacchi. «Nel brano – racconta Buttà - scorre un intero Novecento padano: la Grande Guerra, le imprese di Binda, l’arrivo del Mosquito a motore, le bombe, la tecnica che avanza. E lui che continua a pedalare. La storia passa, ma non lo travolge. È una piccola epopea popolare che restituisce dignità narrativa a un mestiere umile e a un’intera generazione. Nel 2019, per ricordare quella storia e quell’album, a Sant’Angelo è stato dedicato un murales a Giuanèla, a Sergio e a Francesco Guccini che aveva prestato la voce alla canzone. Un gesto che ha riportato simbolicamente “a casa” una vicenda entrata ormai nell’archivio nazionale della canzone d’autore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA