INTERVISTA Ecco le “ragazze” di Ilaria Rossetti: «Non devi essere attuale per raccontare il presente»

L’autrice ha presentato il suo nuovo romanzo (pubblicato da Bompiani) a Lodi

Per essere contemporanei non bisogna per forza essere attuali. A volte, forse, ha più significato andare a ritroso nel tempo e dal passato ricavare spunti di riflessione paralleli al presente. Nel 2024, come nel 1918, le morti bianche, il lavoro femminile e la guerra fanno ancora parlare di sé. È proprio partendo da queste tematiche che, grazie alla penna di Ilaria Rossetti, la storia vera dell’esplosione di una fabbrica di munizioni di Bollate, che uccise 59 operai e operaie per lo più donne e ragazze, da testimonianza si fa romanzo per diventare la trama del nuovo libro dell’autrice lodigiana. Edito da Bompiani, “La fabbrica delle ragazze” è stato presentato mercoledì sera al pubblico lodigiano, riunitosi nell’aula magna del liceo Verri per ascoltare l’intervista che Alberto Schiavone ha condotto con Rossetti, scrittrice balzata agli onori delle cronache letterarie nel 2020 con “Le cose da salvare”, titolo vincitore del Premio Neri Pozza e proposto al Premio Strega.

Da dove nasce l’idea per questo romanzo?

«Ero a casa mia, nel 2020, in un momento in cui non si poteva fare altro perché si era in piena pandemia. Mentre mi informavo su una questione molto attuale, ossia le morti sul lavoro, sono incappata in questa storia che non conoscevo, e che è passata per 100 anni praticamente sotto traccia. Una storia capitatami tra le mani per caso, quindi.

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