Il lavoro tra impegno e dignità nella grande tela di Ariel Soulé
ARTE L’opera dell’artista sudamericano è esposta da Banco BPM nella hall della sede di Lodi in via Polenghi Lombardo
Lettura 1 min.Con i suoi di tre metri di lunghezza per due di larghezza, il dipinto ha il respiro delle opere nate dal movimento muralista sudamericano, che ebbe il tema del lavoro come uno dei suoi fondamenti: lavoro, concepito non solo come attività economica, ma come principio della dignità umana, e per questo protagonista nel tempo dei grandi cambiamenti politici e sociali. E sudamericano, nato a Buenos Aires nel 1952, è l’autore del quadro, Ariel Soulé, esposto da Banco BPM nella hall della sede di Lodi in via Polenghi Lombardo in occasione della quarta edizione di È cultura! , il festival che si svolge dal 16 al 24 ottobre. Promosso da ABI – Associazione Bancaria Italiana e ACRI – Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, ha la finalità di avvicinare cittadini e territori al patrimonio culturale delle banche attraverso mostre, visite ed eventi; numerose, oltre a quella lodigiana, le iniziative proposte nelle varie sedi dall’ente bancario. Umanità al lavoro nella pittura di Ariel Soulé il titolo di quella che si concentra sul dipinto, esposto al pubblico fino al prossimo 27 novembre. Il lavoro , questo il titolo dell’olio e acrilico su tela, offre l’occasione di conoscere da vicino un’opera delle Raccolte d’Arte del Banco e, nel segno di una continuità, di approfondire la conoscenza dell’autore: Soulé era stato infatti già protagonista dell’edizione 2024 dell’iniziativa con due dipinti, Guerra e Pace , appartenenti come quella attualmente esposta al ciclo Essere , e ugualmente distintive del suo linguaggio dalla gamma cromatica calda, dove la luce evoca una dimensione immateriale e nel contempo universale. Ventisette le figure della scena, intente ad attività che, in assenza di situazioni riconoscibili, spostano l’attenzione dal prodotto all’azione stessa del lavoro dell’uomo, intrisa di impegno e dignità. A configurarsi è il senso di un racconto sociale, derivato dalla lezione dei grandi muralisti che a partire dagli anni Venti proiettarono nella vicenda creativa del secolo scorso un’arte pubblica ricca di significati ideologici. Nell’opera resta l’eco di quei linguaggi, rielaborati da Soulé alla luce della sua formazione presso varie accademie, tra cui quella di Brera a Milano. Ricordi del modernismo europeo si fondono qui con la tradizione artistica e iconografica sudamericana; lontano, ancora, dagli sfioramenti verso l’astratto-informale che avrebbero caratterizzato la produzione successiva dell’autore.
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