Il fuorigioco dei sentimenti nel primo libro di Andrea Grassani

NARRATIVA L’opera del giornalista melegnanese, da anni colonna delle pagine sportive del Cittadino, da oggi in libreria

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In apparenza non manca nulla. In realtà manca tutto. C’è una linea sottile, quasi invisibile, che separa la vita che si recita da quella che si desidera. Andrea Grassani attraversa questa linea nel suo romanzo d’esordio, Una storia fuorigioco (Phasar Edizioni), vicenda che si muove dentro le pieghe dei sentimenti nel momento in cui le regole - sociali, famigliari, morali - iniziano a scricchiolare. Al centro della storia c’è Alessio, allenatore di una squadra di calcio giovanile, uomo incasellato in un ruolo preciso. Poi c’è Martina, madre di uno dei suoi giocatori, intrappolata in una quotidianità fatta di abitudini e silenzi. Alessio e Martina intrecciano una relazione: nei pomeriggi rubati, lontano da occhi e giudizi, la donna scopre un’intimità nuova, ma e si sente amata, senza filtri. Ma quella verità resta confinata, mentre il resto della sua esistenza continua a scorrere accanto al marito Alessandro, al figlio Federico e alla presenza ingombrante della madre Alda, figura che esercita un controllo ostinato, quasi soffocante.

Grassani, giornalista melegnanese e da anni colonna delle pagine sportive del “Cittadino”, costruisce una narrazione che pone il lettore davanti a una domanda scomoda: fino a quando si può vivere a metà, accettando compromessi che anestetizzano i sentimenti?

«Questo libro nasce da qualcosa di personale, come succede quasi sempre a chi decide di imbattersi nella scrittura di un romanzo - racconta Grassani -. Arriva al termine di un percorso, anche faticoso, che mi ha portato a guardare al passato per trovare le motivazioni giuste e capire che tante cose non sono mai come sembrano». Il titolo, spiega, non è casuale: «Nel calcio il fuorigioco è una regola tecnica; nella vita, invece, chi esce dalle regole spesso lo fa per inseguire la verità dei propri sentimenti. A volte, per vivere davvero, bisogna accettare di essere “fuorigioco”».

Il calcio, mondo molto famigliare all’autore, resta sullo sfondo, presenza discreta ma necessaria, quasi un linguaggio simbolico che aiuta a leggere le dinamiche umane. «Il libro parla di vite vissute a metà, di persone che seguono regole sociali anche quando soffocano ciò che provano. Mostra quanto sia difficile scegliere tra stabilità e autenticità, tra ciò che è giusto per gli altri e ciò che è vero per se stessi».

La tensione costante tra ordine e rottura è il fil rouge del romanzo, un esordio letterario capace di toccare corde profonde senza indulgere in facili moralismi. «Voglio ringraziare la mia editor Daniela Montanari - aggiunge Grassani - che mi ha spronato fin da subito a tirare fuori quello che avevo dentro e metterlo nero su bianco. È stata preziosa, anche perché mi ha quasi “costretto” a portare a termine un lavoro che per un po’ era rimasto nel cassetto». Il romanzo è disponibile da oggi in libreria e sulle piattaforme digitali. A breve partirà anche il tour di presentazioni: un invito per tutti coloro che, almeno una volta, si sono sentiti fuorigioco.

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