Il Don Chisciotte di Fabio Segatori debutta al “Troisi” di San Donato

LA PROIEZIONE Sabato la serata con la presenza del regista e dell’attore Alessio Boni

Portare sul grande schermo il Don Chisciotte è stata una sfida entusiasmante e complessa per la Baby Films, la casa di produzione che dal 26 marzo, con fedeltà, ha messo in scena le pagine del romanzo di Cervantes. «Un testo antico ma che, come tutti i classici, parla di noi con straordinaria attualità» a dirlo è Fabio Segatori, il regista, che insieme agli attori protagonisti del film, Alessio Boni (Don Chisciotte) e Gabriella Bagnasco (Dulcinea) apriranno la proiezione del film al Cinema Troisi di San Donato Milanese, sabato 11 aprile alle 21.

È il progetto più personale della filmografia di Segatori, nato anche dalle mani della co-regista Paola Columba, che ha richiesto un lungo lavoro di studio e scrittura: un anno di analisi del testo seicentesco, tredici stesure della sceneggiatura e la fatica, tipica del cinema indipendente, di trovare i finanziamenti. Il risultato è un film che punta a dare vita allo spirito del romanzo e che, probabilmente, sarebbe piaciuto anche a Cervantes. Al centro della storia resta il celebre cavaliere errante, interpretato da Boni, affiancato da un cast che include Fiorenzo Mattu, Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri. Accanto a loro, i nuovi volti delle giovanissime Bagnasco e Martina Molinaro, diciannovenne.

Ma chi è davvero Don Chisciotte oggi? Folle o idealista? Per Segatori la risposta è chiara: «È un uomo che ha scelto di prendere sul serio i propri sogni, rifiutando quel compromesso con la realtà che spesso segna il passaggio all’età adulta - spiega -. È proprio questa fedeltà agli ideali a rendere il personaggio profondamente contemporaneo. Don Chisciotte parla della libertà a cui rinunciamo, delle “prigioni” che ci costruiamo da soli, e invita a interrogarsi su cosa significhi davvero essere felici».

Il film insiste su una dimensione fortemente umana e concreta e le riprese, realizzate tra Basilicata e Calabria, restituiscono un paesaggio autentico lontano dall’artificio digitale.

Il cuore del film è il rapporto tra Don Chisciotte e Sancio Panza: un’amicizia improbabile tra un uomo ricco di ideali e uno più concreto, attratto da promesse materiali. Un legame che attraversa ironia, sconfitte e momenti di tenerezza, contribuendo a rendere la storia accessibile anche a un pubblico giovane. Non a caso, il film sta incontrando un forte interesse proprio tra i ragazzi, dimostrando come un classico della letteratura possa essere raccontato con una sorprendente contemporaneità. Le sale piene (come a Bergamo, dove i biglietti sono andati esauriti in poche ore), confermano che esiste un pubblico desideroso di storie che vadano oltre la banalità. «Il confronto diretto con gli spettatori mi ha cambiato la vita - conclude Segatori - gli incontri nelle sale restituiscono un’immagine reale del pubblico fatta di persone che io definisco “orfane di contenuti” ma alla ricerca di opere capaci di far riflettere senza essere difficili. Don Chisciotte è un film pop e non trash, accessibile a tutti ma non superficiale». Della durata di 1 ora e 52 minuti, presentato al Bari International Film & TV Festival, il film è storia di un uomo che, tra sconfitte e illusioni, continua a lottare per la giustizia e la libertà. E che, proprio per questo, non smette di parlarci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA