Equivoci, inganni e comicità con il Medico dei pazzi

TEATRO Al Franco Parenti la commedia di Eduardo Scarpetta

Le commedie di Eduardo Scarpetta erano state scritte con lo scopo di far ridere. Senza mezzi termini, la poetica del grande attore e capocomico napoletano restava ancorata all’idea che solo con l’ilarità ogni uomo poteva evadere dal tran tran quotidiano. Occasioni da cogliere al volo con e per il teatro come vita e arte erano parte integrante del suo teatro. Le ubbie vennero poi prese dai suoi figli legittimi e illegittimi. Soprattutto da Eduardo De Filippo che superò in fama il pur celebre padre. Al Teatro Franco Parenti, Gianfelice Imparato porta in scena una delle sue commedie più celebri. Quel Medico dei pazzi che fece esordire la maschera di Felice Sciosciammocca e a teatro fu interpretato pure da Eduardo (su Raiplay si trova la ripresa tv del 1959) e al cinema da Totò che ebbe l’onore di girare pure Il turco napoletano e Miseria e nobiltà , forse il capolavoro scarpettiano. La biografia invece la girò Mario Martone con Qui rido io . La vicenda è semplice e va a parare sull’equivoco, sulla capacità d’inganno e sulla creduloneria del provinciale in trasferta. Don Felice ha deciso con sua moglie Concetta di andare a trovare a Napoli il nipote Ciccillo a cui mandano denaro per i suoi studi all’università. Non sanno però che Ciccillo è un debosciato che sperpera i soldi al gioco e che per salvarsi dai debitori chiede un ultimo prestito per l’erigenda clinica di cura per i pazienti psichiatrici della Pensione Stella. Ma il manicomio non c’è, la pensione è una vera pensione e i pazienti sono solo degli ospiti un po’ estrosi. Don Felice ne è travolto fino a quando non si rende conto della truffa e con un colpo di teatro riesce a rimettere le cose a posto, trascinando Ciccillo a Roccasecca per toglierlo dai guai e impiegarlo nella stalla di famiglia.

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