Da San Fereolo all’Islanda
con l’ultimo disco di Avolio
LA CANTAUTRICE Il concerto all’Associazione 21 di Lodi ha attraversato atmosfere eteree e a tratti struggenti
La nuova tappa della rassegna musicale organizzata dall’Associazione 21 in via San Fereolo a Lodi ha sorvolato, sabato sera, i cieli d’Islanda grazie alla cantautrice Stefania Avolio.
Mediante l’ausilio di una tastiera midi, i suoni campionati hanno giocato con dissonanze, riverberi e sovrapposizioni armoniche, fornendo la base e la struttura melodica alla voce delicata dell’artista, che ha presentato al pubblico i dodici brani che compongono il suo ultimo disco dal titolo I Have Been Here. Atmosfere eteree e a tratti struggenti pur nell’utilizzo del linguaggio dell’elettronica in un intreccio di sonorità che invitano all’introspezione.
Avolio si è avvicinata al pianoforte all’età di quattro anni diplomandosi successivamente al Conservatorio di Verona, sua città natale.
Ma è l’amore per l’Islanda che l’ha avvicinata alla musica di Björk, che resta punto di riferimento artistico. «Sono nata negli anni Ottanta, e mio padre mi ha cresciuta con i Beatles e i Pink Floyd. Amo spaziare tra i generi» ha affermato l’artista a quanti l’avvicinavano dopo l’applaudito spettacolo. Oltre ai brani del disco quali Mrs Bell, Help me, I feel nothing, A soup of stone e White vail l’artista ha voluto rendere omaggio, quasi al termine del concerto, al compositore e pianista francese Eric Satie, interpretando con alcune modifiche uno dei suoi brani più famosi al quale ha posto il titolo di My Gymnopédie no.1.
Avolio si è esibita in gran parte d’Europa iniziando la carriera con l’album Natural Element del 2020, seguito da Roots of Rebirth inciso due anni dopo. «Mi avete dato un sacco di emozioni. Da ogni posto dove suono porto a casa qualcosa» ha dichiarato al pubblico la cantautrice a chiusura di serata. «Il concerto per un artista è veramente tutto. Vi ringrazio perché stasera mi avete trasmesso molta carica, molta energia».
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